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Ferrara, l’obiettivo del neo comandante della Guardia di Finanza: «Tutelare la legalità»

Daniele Oppo
Ferrara, l’obiettivo del neo comandante della Guardia di Finanza: «Tutelare la legalità»

Visita in redazione del colonello Micelli: «È importante ascoltare, nessuna distanza tra cittadini e istituzioni»

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Ferrara La collaborazione tra istituzioni e forze dell’ordine, la tutela della legalità economica e la conoscenza del territorio come strumento per intercettarne potenzialità e criticità. Sono questi i temi emersi nel corso della visita alla redazione de La Nuova da parte del colonnello Giuseppe Micelli, nuovo comandante provinciale della Guardia di Finanza di Ferrara.

Cinquantasei anni, originario della provincia di Brindisi, Micelli è arrivato a Ferrara dopo aver guidato negli ultimi cinque anni il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Parma. Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi di comando a Gioia Tauro, Firenze, Bari, Giulianova, Taranto, Modena e Lamezia Terme, maturando esperienze nei diversi comparti della polizia economico-finanziaria, dalle verifiche fiscali complesse al contrasto del riciclaggio, fino alla tutela della spesa pubblica.

Il nuovo comandante ha sottolineato più volte l’importanza del lavoro di squadra tra Guardia di Finanza, istituzioni e altre forze di polizia, definite spesso «consorelle».

«La collaborazione è fondamentale e ciò che più mi ha colpito qui è che c’è una grande collaborazione tra istituzioni e forze di polizia», ha affermato.

Micelli ha spiegato di voler affrontare il nuovo incarico partendo dall’ascolto e dalla conoscenza approfondita della realtà ferrarese. «Ho fatto altre esperienze in Emilia, ma penso che non vadano fatti paragoni. Bisogna conoscere il territorio, apprezzarlo. Ferrara ha tante potenzialità, è piena di arte e di cultura, vedo che investe molto nel turismo e dal punto di vista economico si percepiscono le potenzialità. Poi, come molti altri territori, risente delle influenze economiche di questo momento storico. Ogni territorio ha le sue peculiarità, bisogna conoscerlo anche per intercettare e capire le sue criticità. La conoscenza del territorio è fondamentale anche per programmare le attività, valutare i rischi e investire risorse in un ambito specifico».

Un passaggio è stato dedicato anche al tema della criminalità organizzata. Il comandante ha invitato a distinguere tra l’attenzione investigativa e l’effettiva presenza di fenomeni criminali strutturati. «Non parlerei di criminalità organizzata, anche se ovviamente eventuali segnali vengono approfonditi. L’attenzione è sempre alta e non si dà nulla per scontato».

Al centro dell’azione delle Fiamme Gialle resta la tutela dell’economia legale e delle imprese che operano correttamente sul mercato. «È importante dire che noi poniamo l’attenzione sulla legalità nell’economia, sulla tutela delle imprese sane, che sono la maggior parte e sono moltissime. La legalità è fondamentale, la tuteliamo facendo delle analisi del rischio e interventi mirati».

Tra gli argomenti affrontati anche il Piano nazionale di ripresa e resilienza, sul quale la Guardia di Finanza svolge attività di monitoraggio e controllo in collaborazione con altri enti e sul quale sono stati attivati protocolli di prevenzione. Infine, un richiamo al rapporto con i cittadini e alla necessità di mantenere aperto il dialogo tra istituzioni e comunità: «È importante ascoltare, non ci deve essere distanza tra cittadini, istituzioni e forze dell’ordine».

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