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Ferrara, ventun anni senza Federico: i tifosi della Spal ricordano Aldro

Ferrara, ventun anni senza Federico: i tifosi della Spal ricordano Aldro

Celebrazione in via Ippodromo, i messaggi del papà e degli amici

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Ferrara A 21 anni dalla tragedia di Federico Aldrovandi, il diciottenne ucciso il 25 settembre 2005 nel corso di una colluttazione con quattro poliziotti, la città non dimentica. Ieri, 25 settembre, i tifosi della Spal, da sempre partecipi al dramma del ragazzo, hanno voluto ricordare Aldro con una celebrazione in via Ippodromo, il luogo in cui il giovane morì.

Parole dolcissime per il figlio perduto le ha scritte su un post il papà Lino, con un rimpianto in più: «Quest’anno, sempre a settembre, la nonna, con cui di te non ho mai spesso di parlare fino a poche ore che il suo cuore smettesse di battere, è arrivata a te. La mamma Federico è sempre la mamma è il dolore è fortissimo, anche se non paragonabile a quello che qui su questa terra, io, tua madre Patrizia e Stefano (il fratello ndr), abbiamo dovuto affrontare, ma la nonna aveva vissuto la sua vita, mentre te con i tuoi diciotto anni avevi una vita davanti».

La storia di Aldro ora sta diventando un film, ha ricordato ancora il papà: «Però caro Federico dopo ben 21 anni che manchi, tanta gente ti ricorda ancora attraverso tante iniziative e progetti, di cui uno è in fase di realizzazione proprio in questi tempi, proprio nel mese di settembre, il mese in cui ti spezzarono il cuore e distrussero la nostra famiglia».

Dolore e rabbia da parte del Comitato degli amici di Aldro: «Non è una “scomparsa”. Non è una “tragedia”, né una “disfatta” e nemmeno una “sfortuna”. Federico Aldrovandi è stato ucciso». Ed è stato ucciso, «anche perché, in quel momento, è stato scambiato per ciò che il potere storicamente odia e reprime - che fosse un migrante, un tossico, un ragazzo dei centri sociali o un “antagonista”. Eppure, la sua storia ha mosso le coscienze di tutti, superando ogni steccato ideologico». Per questo «è importante che oggi la memoria di Federico e di tutte le vittime della violenza di stato sia raccolta dai giovani, ma anche dalla politica e dalle istituzioni, che si impegnino a onorare il compito di tutela delle nostre comunità, senza derive repressive e securitarie».

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