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Ferrara, aziende a caccia di lavoratori: ecco le figure più ricercate

Andrea Mainardi
Ferrara, aziende a caccia di lavoratori: ecco le figure più ricercate

Tecnici e saldatori, in rete c’è ampia ricerca di professionalità specializzate

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Ferrara Con l’arrivo di settembre si è rimesso in moto anche il mondo del lavoro ed il suo “mercato”, che nel Ferrarese è legato principalmente ad agricoltura, sanità e servizi. Un territorio che non brilla per presenza di manifatturiero e industrie fatica anche a formare personale specializzato e, non a caso, è anche quello più richiesto sui principali portali online dedicati agli annunci di lavoro.

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Quindici sono le posizioni aperte sul territorio per saldatura, cablaggio, disegno tecnico o conduzione impianti. Meno della metà quelle legate a ruoli amministrativi come contabilità o consulenza fiscale. Sulla stessa linea d’onda anche le offerte di lavoro nella grande distribuzione, logistica ed edilizia. Sui salari, un addetto al taglio a Copparo è indicato a 22-25mila euro annui, un saldatore a filo a 25-30mila e un progettista elettrico a 27-30mila.

A Terre del Reno la ricerca per un tornitore programmatore Cnc arriva a 36-40 mila euro, legati all’esperienza. Nella grande distribuzione gli esempi verificati sono spesso espressi a ore: 9-10 euro per cassa e banchi a Ferrara e Copparo. Per l’ottico abilitato a Codigoro la scheda indica invece 24mila euro annui, un tempo pieno e un iniziale contratto a termine. Nell’amministrazione si passa, negli annunci osservati, da 28-34mila euro per contabilità clienti a Ferrara a 30-32mila per la consulenza fiscale, che richiede esperienza.

Cosa vogliono le aziende

A dare una misura più ampia della domanda è poi il bollettino Excelsior di settembre 2026, elaborato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e diffuso dalla Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna. Le imprese della provincia prevedono 2.690 entrate nel mese e 7.280 tra settembre e novembre.

La distribuzione per attività mostra il peso dei servizi. Alloggio, ristorazione e turismo raccolgono il 20% delle entrate previste; i servizi alle persone il 19% e il commercio il 12%. Il restante 49% è ripartito fra gli altri settori. La figura professionale più richiesta è quella degli addetti qualificati alle attività ricettive e della ristorazione, con 410 entrate. Il bollettino segnala inoltre una crescita della domanda, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, nel commercio, nelle costruzioni e nei servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio.

Le richieste non riguardano soltanto mansioni esecutive. Il 33% delle entrate è destinato a impiegati e professioni commerciali e dei servizi, il 28% a operai specializzati e conduttori di impianti e macchine, il 20% a professioni non qualificate e il 19% a dirigenti, specialisti e tecnici. Per il 60,8% delle posizioni le imprese chiedono esperienza nella professione o nel settore; per il 17,9% è richiesto un titolo terziario, laurea o diploma Its.

Il dato sui contratti ridimensiona però la prospettiva di stabilità: l’85% delle entrate previste è a termine, mentre il 15% riguarda tempo indeterminato o apprendistato. Il 30,5% delle opportunità è rivolto preferibilmente a giovani sotto i trent’anni. Anche in questo caso si tratta delle intenzioni dichiarate dalle imprese, non dell’esito delle selezioni.

A settembre 2026 prevede di assumere il 17,7% delle imprese ferraresi: una quota appena superiore al 17,4% di settembre 2025, ma inferiore al 17,9% del 2024. In Emilia-Romagna, nello stesso triennio, la quota scende invece dal 19, 4% al 19,2% e poi al 18,9%. A Ferrara, dunque, le aziende intenzionate ad assumere aumentano lievemente rispetto a un anno fa, pur restando meno numerose, in proporzione, che nella regione.

Questo piccolo recupero non si traduce in più ingressi. Le entrate ferraresi previste diminuiscono del 4,3% rispetto a settembre 2025, contro il -4,6% regionale e il -0, 6% nazionale. Il tasso di entrata, cioè il rapporto fra ingressi programmati nel mese e dipendenti, passa in provincia dal 4% di settembre 2024 al 3,8% del 2025 e al 3,6% del 2026. I due grafici misurano aspetti diversi: quante imprese intendono assumere e quanto personale intendono inserire.

Resta infine elevata, sebbene in discesa, la difficoltà di trovare candidati. Le imprese ferraresi la prevedono per il 44,5% delle entrate, rispetto al 51,5% di settembre 2025 e al 55% del 2024. La quota attuale è inferiore a quella dell’Emilia-Romagna, pari al 48,6%, e poco sopra quella nazionale, al 44,1%. Nel Ferrarese la ragione indicata più spesso è la scarsità di candidati, che pesa per 29,6 punti percentuali sul totale delle entrate; seguono la preparazione giudicata inadeguata, con 13 punti, e altri motivi, con 1,9. Il problema si attenua rispetto agli anni precedenti, ma continua a riguardare quasi una posizione programmata su due.

Per stimolare il mondo del lavoro serve anche approcciarsi in maniera proattiva alle nuove tecnologie, con l’ultima frontiera rappresentata dall’intelligenza artificiale. «L’Ia – ha sottolineato Paolo Govoni, vice presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna – rappresenta oggi un volano senza precedenti per accelerare processi, decisioni e modelli organizzativi. In provincia di Ferrara il mismatch riguarda circa metà dei profili ricercati dalle aziende, soprattutto figure tecniche e digitali avanzate. Per questo la Camera di commercio, insieme alle associazioni di categoria, mette in rete scuole, università, Its e imprese per sviluppare le competenze del capitale umano».

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