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L’indagine

Ferrara, pedopornografia nel computer: segnalato e arrestato un 50enne

Daniele Oppo
Ferrara, pedopornografia nel computer: segnalato e arrestato un 50enne

Aveva oltre 10mila file scaricati. Ora è agli arresti domiciliari

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Ferrara Oltre diecimila file, tra foto e video, con contenuti di natura pedopornografica. È quanto gli ispettori della Polizia Postale hanno trovato nei dispositivi informatici di un cinquantenne residente nel Ferrarese e che per tale motivo è stato arrestato nei giorni scorsi. L’uomo è stato collocato agli arresti domiciliari.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo avrebbe effettuato nel tempo numerosi download di materiale pedopornografico. Allo stato delle indagini non emergerebbero collegamenti con reti di produzione o di distribuzione del materiale, ma la sua attività sarà ricostruita con maggiore precisione attraverso l’analisi dei dispositivi sequestrati.

A lui gli investigatori della Polizia Postale sono arrivati grazie a un sistema di alert internazionale, che ha segnalato attività riconducibili all'utenza poi individuata dagli investigatori. In questo caso l’allarme risulta essere partito dall’attività del National Center for Missing & Exploited Children (Ncmec, che si pronuncia “Nek-Mek”), organizzazione privata ma istituita nel 1984 dal Congresso degli Stati Uniti. Da anni svolge un ruolo centrale nel sistema internazionale di contrasto allo sfruttamento sessuale dei minori online, collaborando con le forze di polizia di tutto il mondo, compresa la Polizia Postale italiana.

Molti provider utilizzano sistemi automatici in grado di individuare immagini e video riconducibili a materiale pedopornografico già censito o sospetto. Le segnalazioni vengono trasmesse alle autorità e, in numerosi casi, all’Ncmec, che le inoltra alle forze di polizia dei Paesi interessati. Le segnalazioni possono riguardare anche file caricati su servizi di archiviazione online quando i provider rilevano contenuti compatibili con materiale pedopornografico attraverso i sistemi di controllo previsti dalle loro piattaforme.

A Ferrara, da quanto risulta dai procedimenti giudiziari pubblici, sono stati almeno due i casi finiti in tribunale negli ultimi anni dopo segnalazioni giunte attraverso questi sistemi di monitoraggio. In uno di questi casi fu proprio l'Ncmec a segnalare un'utenza collegata a una cartella Google Drive nella quale erano stati archiviati foto e video pedopornografici. Entrambi i processi si sono conclusi con condanne in primo grado.

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