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Gli Stati generali della pesca fanno tappa a Goro. La sindaca: «Si investa sul nostro territorio»

Katia Romagnoli
Gli Stati generali della pesca fanno tappa a Goro. La sindaca: «Si investa sul nostro territorio»

Il percorso promosso dalla Regione punta a coinvolgere l’intera filiera. Lo scopo è di modernizzare il comparto ittico e garantire stabilità occupazionale

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Goro Prima tappa degli Stati generali della pesca a Goro, con un messaggio forte, indirizzato a Roma e a Bruxelles, per salvaguardare il futuro di un settore in crisi. Nei giorni scorsi, nel Municipio del paese si è tenuto un importante confronto istituzionale sul nuovo cammino degli Stati Generali della pesca.

Le parole della sindaca Bugnoli

«Parte da qui non è un caso, è una scelta dal profondo valore politico e simbolico – ha commentato la sindaca Marica Bugnoli -; significa riconoscere che il futuro del comparto si decide nella sacca più produttiva d’Italia, dove la crisi ha colpito con estrema durezza, ma dove ogni giorno si misura la resilienza di un’intera comunità».

Ringraziando la Regione e Art-Er, la prima cittadina ha poi tracciato un quadro della realtà di un territorio di 3.450 abitanti, che vive esclusivamente di mare, dove ben 1.300 cittadini sono pescatori e che vanta la presenza di due porti, suddivisi tra il capoluogo e la frazione di Gorino. Leader e primo distretto per la produzione di vongole in Italia e in Europa, Goro rappresenta l’epicentro di un patrimonio economico e ambientale da proteggere.

Questo primato è stato ricordato anche alla delegazione della Commissione del Parlamento Europeo in visita martedì scorso. Il settore locale della molluschicoltura affronta infatti criticità quotidiane, a partire dalle normative europee pensate per le grandi flotte, al caro gasolio, dall’invasione del granchio blu, alla siccità del Po, dal cuneo salino al riscaldamento delle acque in sacca, che genera drammatici fenomeni di ipossia e anossia.

«Investire nella pesca significa investire nel lavoro, nei territori e nella tutela del mare - ha sottolineato la sindaca, lanciando un messaggio rivolto a Bologna, Roma e Bruxelles -. La filiera non chiede assistenza, ma esige strumenti concreti per programmare, innovare e difendere il reddito».

Il sostegno dell’Emilia-Romagna

Nel corso del tavolo tecnico, che ha registrato anche il contributo del Direttore Marittimo Tattoli, l’assessore regionale all’Agricoltura e Pesca, Alessio Mammi, ha delineato la strategia a lungo termine. Il percorso partecipativo degli Stati Generali, promosso dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del programma Pn Feampa 2021-2027, punta a coinvolgere l’intera filiera, incluse imprese, cooperative, associazioni e istituti di ricerca, allo scopo di modernizzare il comparto ittico e garantire la stabilità occupazionale delle aree costiere.

«Le nostre imprese affrontano profonde trasformazioni, dalle morie di molluschi al caro carburante - ha spiegato l’assessore Mammi -. La risposta sul credito d’imposta è fondamentale, ma non possiamo limitarci a rincorrere le emergenze. Dobbiamo proteggere il lavoro oggi e, al contempo, costruire risposte strutturali».

L’assessore ha così tracciato la via della transizione, parlando di investimenti sulla qualità delle acque, adattamento degli allevamenti alle nuove temperature, ricambio generazionale e diversificazione verso nuove frontiere come l’ostricoltura, coltivazione di micro e macroalghe, allevamenti a terra ed economia circolare.

La Regione sostiene lo sforzo con circa 40 milioni di euro del piano Feampa e cinque milioni di fondi regionali (2023-2026). «Una metamorfosi simile – ha concluso infine Mammi- richiede, però, politiche nazionali ed europee all’altezza», invocando risorse stabili e strumenti rapidi per superare le sfide del presente.

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