Omicidio Bergamini, nuova svolta: indagato il cugino dell’ex fidanzata
Notificato a Roberto Internò un avviso di conclusione delle indagini preliminari. Al centro dell’inchiesta il ruolo che l’uomo avrebbe avuto nel delitto del calciatore
Boccaleone Nuovo importante passaggio giudiziario nell’inchiesta sull’omicidio di Denis Bergamini. In questo caso potremmo parlare di “Bergamini bis”. Ieri mattina i carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno notificato a Roberto Internò, 65 anni, cugino di Isabella Internò (già condannata in primo grado dal Tribunale di Cosenza a 16 anni di reclusione e in attesa della sentenza del processo d’appello prevista per il 17 novembre), l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. L’uomo è indagato per concorso nell’omicidio del calciatore del Cosenza. Al centro della nuova contestazione della Procura della Repubblica di Castrovillari c’è il ruolo che Internò avrebbe avuto nella morte di Bergamini. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stato lui a eseguire materialmente l’omicidio, agendo insieme al padre di Isabella Internò, all’epoca fidanzata del calciatore.
La nuova iniziativa giudiziaria arriva al termine dell’attività investigativa coordinata dalla Procura di Castrovillari e rappresenta dunque un ulteriore sviluppo di un’inchiesta che, a distanza di decenni, continua a cercare di ricostruire responsabilità e dinamica del delitto. Il padre di Isabella Internò, indicato dalla Procura come concorrente nell’azione, è deceduto da anni e, per questo motivo, non potrà essere sottoposto a procedimento penale. Si parla di “Bergamini bis” in quanto siamo alla vigilia della sentenza del processo d’appello a Catanzaro contro Isabella Internò, cugina di Roberto, condannata in primo grado a 16 anni di reclusione, per la quale la procura di Castrovillari ha chiesto l’aggravamento della pena a 23 anni. Nel corso del processo di primo grado, la presidente della Corte d’Assise Paola Lucentre – all’esito della testimonianza di Roberto Internò – aveva trasmesso gli atti alla procura di Castrovillari, che oggi ha chiuso le indagini. Presto si aprirà un nuovo processo, appunto il Bergamini bis.
Denis Bergamini viene trovato morto sulla Statale 106 a Roseto Capo Spulico, dopo essere stato investito da un camion. Inizialmente la morte viene considerata suicidio: secondo il racconto dell’allora fidanzata Isabella Internò, Bergamini si sarebbe gettato sotto il camion. Per oltre 25 anni il caso rimane controverso. La famiglia Bergamini, in particolare la sorella Donata, continua a sostenere che Denis non si sia suicidato.
Le indagini vengono riaperte più volte. Nel 2017 la svolta medico-legale. Una nuova perizia indica elementi compatibili con una morte per asfissia/soffocamento e con il fatto che Bergamini fosse già morto quando il suo corpo venne collocato sulla strada. Questo cambia radicalmente la ricostruzione del caso. Nel 2021 Isabella Internò viene rinviata a giudizio e il 1° ottobre 2024 La Corte d’Assise di Cosenza condanna Isabella Internò a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Bergamini. Il processo d’appello è in corso. Dopo 35 anni, il processo di primo grado ha stabilito giudiziariamente che Denis Bergamini non si suicidò, ma fu vittima di un omicidio. Per la sentenza, Isabella Internò ebbe un ruolo nell’omicidio, mentre resta da chiarire giudiziariamente chi fossero gli eventuali altri partecipanti.
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