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Ferrara, l’opposizione sul Pug: «Nessun tempo per approfondire»

Francesco Gazzuola
Ferrara, l’opposizione sul Pug: «Nessun tempo per approfondire»

Pd, M5s, La Comune: «Chiusura totale, le proposte bocciate a priori»

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Ferrara «Erano tutte proposte che non modificavano l’impianto del Piano urbanistico, emendamenti attenti ad evitare che il Pug tornasse indietro e dovesse essere riesaminato dal Comitato urbanistico di area vasta». E invece da parte della maggioranza è arrivata «una chiusura totale», neppure infrequente. Alza la voce l’opposizione dopo che in Consiglio comunale si è vista bocciare tutte le risoluzioni e gli emendamenti (tranne uno) al nuovo Piano urbanistico generale del Comune di Ferrara. Che alla fine è stato approvato, ma senza i voti della minoranza. «La struttura tecnica andava anche bene, ma i cittadini chiedono che i problemi vengano risolti – scandisce Matteo Proto del Partito democratico –: se non si dà loro una risposta allora non è politica».

L’indomani la (non) discussione sul Pug in consiglio, l’opposizione si riunisce – anche in rappresentanza di Anna Zonari (La Comune) e di Marzia Marchi (M5s) che mancano –, rivendica le proprie posizioni e denuncia «un atteggiamento poco trasparente, che si ripete sempre allo stesso modo». Partiamo da questo e a individuare il fil rouge è Fabio Anselmo dell’omonima civica: «L’amministrazione comprime lo svolgimento dell’esercizio democratico, togliendo ai consiglieri il tempo di analizzare documenti che riguardano il futuro della città. Dall’altra parte, invece, i tempi si dilatano quando vengono fatte certe richieste, come di accesso agli atti, e infatti poi arrivano sanzioni dal Tar».

Ogni documento presentato dalla minoranza è stato respinto e l’impressione di Massimo Buriani (Pd) è che il Pug sia stato presentato «come se il Consiglio dovesse prenderne atto e basta, tanto gli enti avevano già verificato. È vero che i futuri accordi operativi (collaborazioni pubblico-privato, ndr) passeranno in aula, ma se questo è l’approccio allora il ruolo di rappresentanza dei consiglieri viene sbeffeggiato». Rincara la dose Leonardo Fiorentini (civica Anselmo): «Le delibere della giunta passano sempre a scatola chiusa. I consiglieri non sono stati messi nelle condizioni di conoscere tutto il Piano. Su questo sono state convocate due commissioni, facendolo passare come un atto di trasparenza, poi non è stato dato il tempo di digerirlo e di entrare nel merito. Se la procedura per arrivare a questo momento è stata lunga quattro anni, non vuol dire che si deve arrivare a comprimere la discussione sull’approvazione. In passato si teneva conto delle osservazioni della comunità, venivano convocate le circoscrizioni. Oggi invece nemmeno i gruppi organizzati di cittadini hanno saputo che ci fosse il Pug».

In consiglio tutto era iniziato con la richiesta di sospensiva affinché il Pug potesse essere presentato insieme al regolamento edilizio. Respinta, così come le proposte sull’edilizia residenziale sociale (affinché venisse aperto un canale con gli operatori del settore per alzare la quota minima di alloggi, il 20%, sulle nuove costruzioni); sulla mobilità (con una metropolitana di superficie) e per evitare la gerarchizzazione delle frazioni. Era passato solo l’emendamento su via Sammartina, per evitare nuovi insediamenti, ma solo perché subemendato dalla maggioranza. «E poi è paradossale che l’assessore festeggi il tetto massimo del 3% di edificabilità (138 ettari), quando lo stesso limite è imposto dalla legge regionale. Il vecchio Psc ne prevedeva 1.650 ma perché non aveva date di scadenza: il Pug è al 2050». 

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