Ferrara, patente da rinnovare a febbraio ma la visita è disponibile sei mesi dopo
La segnalazione: «Prenotato con largo anticipo, così si perde l’autonomia»
Ferrara La patente scade a febbraio del 2027, ma il primo appuntamento disponibile per la visita davanti alla commissione medica locale sarebbe ad agosto dello stesso anno, sei mesi dopo. È la situazione segnalata da una cittadina ferrarese che, per una condizione neurologica, deve sottoporsi periodicamente agli accertamenti previsti per il rinnovo del documento di guida.
Nella lettera inviata al giornale, la donna ricostruisce il percorso seguito per arrivare preparata al rinnovo. «Per una condizione neurologica devo rinnovare la patente ogni due anni passando dalla commissione medica locale. La patente scade a febbraio 2027 e ho fatto tutto con largo anticipo: la visita neurologica è già fissata per dicembre, prenotata due anni fa dalla mia specialista, che conosce i tempi, e l’elettroencefalogramma è già prenotato». Nonostante ciò, spiega, al momento della prenotazione della visita con la commissione medica locale è emerso il problema. «Oggi (martedì 29 settembre, ndr), ho prenotato tramite Cup la visita con la commissione medica locale e l’unica data disponibile è il 5 agosto 2027, sei mesi dopo la scadenza della patente».
Una situazione che, spiega la donna nella lettera, è stata segnalata anche agli operatori al momento della prenotazione. «Ho fatto presente che in quel periodo sarei senza patente valida e mi è stato risposto di rivolgermi alla Motorizzazione, perché lo sportello non si occupa della questione». È una situazione purtroppo divenuta frequente. La legge permette di ottenere un permesso provvisorio, che non arriva in automatico ma necessita di una richiesta esplicita (e il pagamento di 16 euro di bollo).
«Il risultato – osserva la cittadina – è che una persona che rispetta ogni scadenza e ogni passaggio burocratico si trova comunque nell’impossibilità di essere in regola per cause che non dipendono da lei, a meno che non si muova da sola e paghi per rimediare a un disservizio. Così una persona rischia di perdere mesi di autonomia». Il giornale ha chiesto all’Ausl chiarimenti, senza ricevere al momento risposta.
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