Cento, deceduta dopo gli interventi: archiviati 12 sanitari su 15
Rimangono tre indagati: la donna morì per un’emorragia
Cento È diventata definitiva l’archiviazione della posizione di dodici dei quindici sanitari inizialmente iscritti nel registro degli indagati nell’inchiesta sulla morte di Rosanna Fabbri, la pensionata di 76 anni deceduta il 29 ottobre 2024 all’ospedale Santissima Annunziata dopo essere stata sottoposta a tre interventi chirurgici nell’arco di una settimana. Il giudice per le indagini preliminari Giovanni Solinas ha accolto la richiesta formulata dal sostituto procuratore Andrea Maggioni, disponendo l’archiviazione del procedimento nei confronti dei dodici professionisti sanitari.
Passo indietro
L’inchiesta era nata dalla denuncia presentata dai figli della donna, Barbara e Andrea Simoni, che avevano chiesto di chiarire le cause del decesso della madre dopo il ricovero e gli interventi eseguiti nel reparto di Ginecologia dell’ospedale centese. Nel provvedimento, il gip ricostruisce che la donna era stata ricoverata il 22 ottobre 2024 per la rimozione di una cisti ovarica e che era deceduta sette giorni dopo. Secondo i consulenti della Procura, il decesso sarebbe stato causato dalle conseguenze di una lesione accidentale all’intestino o al mesentere, la membrana che contiene i vasi sanguigni che alimentano l’intestino, verificatasi durante il primo intervento chirurgico. La lesione avrebbe provocato una grave emorragia interna e una progressiva compromissione dell’intestino, fino all’insufficienza multiorgano che ha portato alla morte della paziente.
La disposizione
Secondo il giudice, che accoglie in toto la richiesta del pm, gli elementi raccolti nel corso delle indagini non consentono di sostenere l’accusa nei confronti dei dodici sanitari archiviati. Nel decreto si evidenzia che nell’elenco degli archiviati figura un medico presente durante l’intervento del 22 ottobre, che però aveva svolto un ruolo secondario e tenuto una condotta ritenuta conforme alle linee guida, senza profili di responsabilità penale. Le persone offese, assistite dagli avvocati Antonio Boldrini e Gianluca Filippone, non hanno presentato opposizione alla richiesta di archiviazione. Rimane separata la posizione degli altri tre sanitari, il medico che operò, un ginecologo e un anestesista, per i quali la Procura aveva già escluso l’archiviazione, proseguendo gli accertamenti nell’ambito dello stesso fascicolo.
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