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Vent’anni di Internazionale a Ferrara: tre giorni per leggere il presente

Nicolas Stochino
Vent’anni di Internazionale a Ferrara: tre giorni per leggere il presente

Il pianeta antropomorfo, simbolo dell’evento, quest’anno suona un tamburo: «Come un banditore che arriva in città per dare notizie urgenti»

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Ferrara Un rullo di tamburo per aprire la ventesima edizione. Internazionale a Ferrara torna da venerdi a domenica e lo fa, come da tradizione, con un logo rinnovato: il pianeta antropomorfo disegnato da Anna Keen, da sempre simbolo del festival, quest’anno suona un tamburo «come un banditore che arriva in città per dare notizie urgenti. Volevamo richiamare l’attenzione su vecchie e nuove crisi e sulle guerre che si sono moltiplicate quest’anno», spiega Chiara Nielsen, vicedirettrice di Internazionale e direttrice del festival.

I protagonisti da tutto il mondo

Saranno più di duecento le professioniste e i professionisti dell’informazione, della cultura e dell’attivismo, provenienti da oltre trenta Paesi. Sul tavolo i conflitti globali, l’intelligenza artificiale, il clima, i diritti, le migrazioni e le nuove disuguaglianze. Sul conflitto israelo-palestinese ci saranno lo storico Omer Bartov e lo scrittore Mohammed El Kurd, mentre Pankaj Mishra e Adam Shatz rifletteranno sul mondo dopo il 7 ottobre. Dall’Ucraina arriveranno Anna Romandash e Robin Alysha Clemens. L’architetta Yara Sharif parlerà della ricostruzione di Gaza, Jon Lee Anderson di Cuba, Philippe Sands di impunità a partire dal caso Pinochet. Spazio anche ai sud del mondo, con Flavia da Silva Candido, Maw Htun Aung, Marco Aime e Yarri Kamara, e al futuro dell’Europa con Francesca Bria, Olivia Lazard e Xiaoyu Lu. Julia Lindblom accenderà i riflettori sui lavoratori invisibili dell’intelligenza artificiale.

Uno spazio anche per la Nuova

Ampio il capitolo letterario e artistico: ci sarà anche la Nuova Ferrara con la presentazione del libro “Quando tornano le rondini” in cui l’autrice Giada Messetti dialogherà con il giornalista Daniele Oppo. In programma anche un ascolto guidato con Iosonouncane e la serata Temi s-comedy, che unisce le testimonianze di Medici Senza Frontiere alla stand-up di Max Angioni, Chiara Becchimanzi, Monir Ghassem, Roberto Lipari e Yoko Yamada.

Impegno verso i giovani

Attenzione alle nuove generazioni con Fuoriclasse, per i ragazzi dai 14 ai 18 anni, e con il programma di Internazionale Kids. Tornano gli audiodocumentari di Mondoascolti e i documentari di Mondovisioni. Sabato sera, al Circolo Arci Bolognesi, festa per i vent’anni con canzoni dal 2007 a oggi scelte dalla redazione. «Il nostro orgoglio più grande è continuare a offrire un programma completamente gratuito», sottolinea Giovanni La Corte, presidente dell’Associazione If, ringraziando istituzioni e sponsor. Il festival coinvolge una trentina di strutture tra hotel e ristoranti e conta su oltre cinquanta giovani, insieme agli studenti di Ariosto, Dosso Dossi, Carducci, Copernico-Carpeggiani e Vergani-Navarra.

«La città diventa un’agorà aperta al dibattito»

Per l’assessore alla Cultura Marco Gulinelli, «Ferrara viene messa in relazione con il mondo: è questa una delle caratteristiche che Internazionale ha saputo consolidare nel tempo, trasformando i luoghi simbolo della città in agorà aperte al dibattito e alla conoscenza». Francesca Audino, presidente di Arci Ferrara, ricorda i «tre anniversari dell’anno, trent’anni di Ferrara Sotto le Stelle, venti di Arena al Parco Pareschi e venti di Internazionale», e parla del «bisogno di un’informazione libera e indipendente». Marco Luca Pedroni, prorettore dell’Università, annuncia che la collaborazione proseguirà anche quest’anno con l’iniziativa “Aspettando Internazionale”, nella primavera 2027.

Non solo Ferrara

Il festival si allarga poi sul territorio. Portomaggiore celebra dieci anni di adesione: sabato la Scuola Montessori ospiterà un laboratorio di Internazionale Kids e le classi del Montalcini incontreranno Maria Silvia Vaccarezza. Il Cinema Don Zucchini di Cento proporrà a novembre i documentari “Filthy” e “#SainteJulie” sulla violenza contro le donne. Per la Camera di Commercio, il vicepresidente Paolo Govoni vede nel patrimonio culturale un fattore strategico di sviluppo, mentre la Fondazione di Ferrara ricorda il sostegno al progetto “Generazione algoritmo”.

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