Comacchio e il Parco del Delta “salvano” la Salina di Cervia
Per la propria quota l’ente stanzierà 77.518,44 euro. Il Comitato ha detto sì. Anche il sindaco Bellotti ha votato a favore. E adesso si punta alle Valli
Comacchio È passata quasi in sordina, ma la decisione assunta martedì dal Comitato esecutivo dell’Ente di gestione per i Parchi e la biodiversità Delta del Po acquista un significato politico che va ben oltre il disavanzo della Salina di Cervia. Il Comitato ha, infatti, espresso il proprio via libera al Piano di risanamento 2026-2028 della società Parco della Salina di Cervia, una partecipata dell’ente stesso (con il 9% di quota societaria) e a concorrere al ripianamento della perdita maturata nel 2025, che si attesta su 861.316 euro. Per la propria quota, il Parco stanzierà 77.518,44 euro, di cui 64.500 già accantonati e 13.018,44 provenienti dall’avanzo disponibile. La società Saline di Cervia, costituita nel 2002 da enti pubblici e oggi a capitale prevalentemente pubblico, gestisce un’area che il Parco stesso ha riconosciuto di rilevante valore ambientale e naturalistico. Il sito, non a caso, è inserito nella rete Natura 2000 ed è una zona umida di interesse internazionale, secondo la Convenzione di Ramsar. La Provincia di Ravenna aveva già perfezionato la cessione della propria partecipazione del 18% a favore delle Terme di Cervia, risultate aggiudicatarie della procedura ed il passaggio è stato completato nei giorni scorsi. Ponendo la lente di ingrandimento sulla vicenda, emerge, senza alcun dubbio, un elemento politico, che riguarda direttamente Comacchio.
Nel Comitato esecutivo siede infatti il sindaco Samuele Bellotti, alla guida, da 4 mesi, di una amministrazione di centrodestra, che ha votato a favore della delibera. Una scelta che assume un valore ben preciso, in quanto dimostra che Comacchio ha riconosciuto come il patrimonio del Parco del Delta non possa essere letto soltanto secondo una logica territoriale e che la responsabilità dell’Ente riguarda realtà ambientali diverse, ma appartenenti allo stesso contesto. Ed è proprio da qui che può partire un ragionamento più ampio, come stanno tentando di fare le forze politiche di opposizione, che stanno monitorando l’evolversi della situazione. Se il principio della responsabilità condivisa vale per Cervia, può valere anche per Comacchio. E le Valli di Comacchio rappresentano, sotto questo profilo, il dossier ambientale successivo, da prendere in mano. Il comparto vallivo necessita di manutenzioni, di una gestione idraulica costante ed efficace, di interventi su argini, chiuse e lavorieri e di una strategia capace di tenere insieme tutela ambientale, attività tradizionali e valorizzazione turistica.
Il Parco, del resto, esercita una responsabilità diretta nella conservazione del patrimonio naturalistico del Delta. La delibera sul piano di risanamento delle Saline di Cervia non assegna automaticamente risorse alle valli e non autorizza, da sola, alcuna operazione finanziaria in loro favore. Ma il voto di Bellotti può diventare un precedente politico. Dopo aver sostenuto un intervento che riguarda un altro territorio del Parco, ora Comacchio può chiedere che le medesime attenzioni vengano rivolte al proprio comparto vallivo. Per Bellotti il passaggio decisivo consisterà nel trasformare quel voto di responsabilità istituzionale in una richiesta altrettanto concreta per la sua città, ossia riportare le Valli di Comacchio al centro dell’agenda operativa del Parco del Delta.
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