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«Pronto soccorso di Cona sovraffollato, occorre più personale»

Fabio Terminali
«Pronto soccorso di Cona sovraffollato, occorre più personale»

L’Usb: «Basta utilizzarlo come valvola di sfogo delle difficoltà di ricovero»

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Ferrara Il sovraffollamento e il boarding al Pronto soccorso di Cona non più fenomeni emergenziali, ma condizione strutturale che grava sul personale e sulla qualità dell’assistenza. A lanciare l’allarme è l’Usb, che chiede all’Azienda sanitaria interventi immediati sull’organico infermieristico e degli Oss, oltre ad una revisione dei percorsi di ricovero. Secondo il sindacato, ogni giorno la struttura deve gestire urgenze, emergenze e numerosi pazienti in attesa di un posto letto. «Con le stesse risorse si pretende di far funzionare insieme un pronto soccorso e uno o più reparti di degenza», osserva Usb. Quasi quotidianamente un infermiere viene sottratto agli ambulatori per seguire il boarding, spostando la carenza da un’area all’altra e allungando i tempi di attesa.

Il rapporto tra infermieri e pazienti, sostiene Usb, sarebbe lontano dagli standard scientifici. Le raccomandazioni Sidmi del 2021 indicano per medicina e chirurgia generale almeno un infermiere ogni sei assistiti. Un parametro rilevante in pronto soccorso, dove i pazienti in attesa di ricovero possono richiedere monitoraggio continuo. La pressione del lavoro renderebbe difficile anche compilare correttamente il diario clinico-assistenziale, con rischi per qualità e sicurezza delle cure. Le ricadute, si sottolinea, interessano anche gli utenti. L’aumento delle attese può alimentare tensioni e aggressioni verbali o fisiche contro gli operatori. Sarebbero inoltre in crescita gli abbandoni prima della conclusione del percorso assistenziale, con possibili conseguenze cliniche per i pazienti e responsabilità professionali per il personale.

Per Usb, l’Azienda si sarebbe concentrata sugli aspetti materiali del boarding – letti, sistemazioni e gestione quotidiana – senza affrontare con la stessa decisione il nodo dell’organico. Soluzioni logistiche e progetti assistenziali attivati nei picchi di afflusso non sarebbero sufficienti. Anche l’unica unità infermieristica aggiuntiva verrebbe dirottata per coprire assenze e vuoti di organico, mentre la dotazione di Oss sarebbe sottodimensionata da anni. La carenza di personale inciderebbe anche sulla vita dei lavoratori: ore eccedenti difficili da recuperare, problemi con permessi, riposi e ferie, programmate a scaglioni anziché su base annuale come previsto dal contratto collettivo. Usb descrive un clima da «si salvi chi può» e segnala che diversi lavoratori hanno lasciato l’Azienda o la professione sanitaria. «Il pronto soccorso di Cona non può continuare a essere utilizzato come valvola di sfogo delle difficoltà di ricovero dell’intero ospedale», afferma Usb, secondo cui il boarding è un problema dell’organizzazione ospedaliera e non può essere scaricato sui lavoratori del servizio.

Il sindacato chiede quindi interventi immediati e strutturali sulla dotazione di infermieri e Oss e sull’organizzazione dei percorsi di ricovero, superando una gestione basata su misure temporanee diventate di fatto permanenti. In assenza di risposte concrete, annuncia che costruirà con le lavoratrici e i lavoratori del pronto soccorso iniziative di mobilitazione e protesta nel rispetto dell’utenza e della normativa vigente. «La sicurezza non si garantisce con il sacrificio e la disponibilità dei lavoratori – chiude Usb – ma con personale sufficiente, organizzazione e responsabilità aziendale»

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