«Fuori l’Islam dalle scuole», bufera sugli studenti di destra a Ferrara
Volantini davanti ai licei e da sinistra arriva la condanna
Ferrara “Fuori l’islamismo dalle scuole. Scegli da che parte stare!”. Sono i toni imperativi dei volantini affissi all’ingresso dei licei Ariosto e Roiti. A firmarli è Azione Studentesca, un’organizzazione giovanile vicina a Fratelli d’Italia. Nei giorni in cui è ancora vivace il dibattito sul decreto del governo Meloni che fissa un tetto del 30% sulle presenze in classe di alcune categorie di studenti stranieri, la campagna di As non poteva passare inosservata.
Sui social a darne conto, per prendere le distanze, è stato il consigliere comunale Pd Davide Nanni: «Ecco cosa ne pensa della scuola italiana – da sempre inclusiva, multiculturale e aperta a tutti – l’associazione Azione Studentesca, che gravita notoriamente nell’orbita giovanile di Fratelli d’Italia. Nulla di nuovo – ha scritto Nanni – ma sarebbe interessante capire se il pensiero così schiettamente espresso dai camerati in erba, sia condiviso anche dai “grandi” del Partito. In primis dal presidente provinciale Alessandro Balboni, che da quel movimento giovanile proviene, ma anche i rappresentati delle associazioni mussulmane locali e i cosiddetti “moderati” del centrodestra ferrarese. O per inseguire le sparate di Vannacci tutto è lecito? A scuola nessuno è straniero».
Sotto il post qualche commento significativo, tipo quello di Hassan Samid, presidente dell’Associazione Musulmani di Ferrara: «Ma poi come fa a stare fuori dalla scuola una cosa che non c’è? Se poi intendevano “studenti musulmani” lo scrivano chiaramente». Poi Diego Marescotti, attivista Pd, secondo cui ad agire sono «gli amici del vicesindaco Balboni. Quelli che dicono “la politica non entri nelle scuole” e poi di notte vanno ad attaccare manifesti politici alle entrate delle scuole. Fanno quasi compassione». Arriva anche Adam Atik (Cittadini del Mondo): «Il degrado culturale e sociale è evidente. Non si parla della giusta laicità del nostro Stato, ma del grave e chiaro incitamento all’odio xenofobo in un momento storico dove, quando si parla di persone di origine straniera, si fa di tutta l’erba un fascio». Per Leonardo Uba (Pd) «viene da chiedersi che significato abbia un messaggio del genere, dato che nei licei non si insegna alcuna materia che possa in alcun modo “islamizzare” studentesse e studenti. La sensazione è che, in vista dei futuri appuntamenti elettorali, Fratelli d’Italia stia entrando in affanno nel gioco a “chi la spara più grossa”».
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