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Il caso

Violenta rapina in casa a Serravalle: anziani picchiati e derubati

Annarita Bova
Violenta rapina in casa a Serravalle: anziani picchiati e derubati

I carabinieri arrestano i “pendolari del crimine”

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Serravalle Erano entrati a casa, di notte, sorprendendo nel sono due anziani. Li avevano immobilizzati, picchiati e minacciati per poi scappare con denaro e gioielli. Una rapina che aveva sconvolto la comunità di Serravalle e non solo. Nei giorni scorsi,   grazie al lavoro certosino portato avanti dai carabinieri  del Nucleo investigativo del comando provinciale di Ferrara e della compagnia di Copparo, supportati dai colleghi del Provinciale di Torino, i responsabili son stati rintracciati e arrestati.  L’articolata attività d'indagine  è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Ferrara  e oggi (5 ottobre) si è  data esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale estense nei confronti di indagati – di età compresa tra i venti e i ventisette anni, domiciliati in Piemonte – ritenuti responsabili in concorso di rapina pluriaggravata e lesioni personali di rilevante gravità.

L’episodio

I fatti risalgono esattamente a un anno fa, alla notte dello scorso 5 ottobre 2025, quando il gruppo criminale nel cuore della notte ha fatto irruzione all'interno di un'abitazione isolata a Serravalle. I malviventi, agendo travisati, hanno sorpreso nel sonno due anziani coniugi ottantenni, immobilizzandoli con nastro adesivo e sottoponendoli a ripetute violenze fisiche, percosse e minacce con un coltello per farsi consegnare contanti e gioielli, giungendo fino a strappare le fedi nuziali dalle dita delle vittime prima di fuggire. Nel corso della violenta aggressione, i due anziani  hanno subito traumi e lesioni gravissime.

Le indagini

I primi accertamenti  sono stati avviati dai carabinieri della compagnia di Copparo dopo che una pattuglia dell’aliquota radiomobile aveva intercettato un'auto sospetta che si era data immediatamente alla fuga; la stessa  era poi stata abbandonata nei campi a causa di un'interruzione stradale. E qui il primo grande errore. La banda era riuscita a fuggire a piedi ma su quell’auto le trac erano tante. Le successive complesse indagini sono state condotte dal Nucleo investigativo del comando provinciale di Ferrara: gli investigatori dell'Arma ferrarese hanno ricostruito meticolosamente l'intera dinamica e gli spostamenti del sodalizio criminale incrociando i dati del localizzatore Gps del veicolo abbandonato e risultato a noleggio, le immagini dei sistemi di videosorveglianza dislocati lungo la direttrice autostradale e le risultanze dei tabulati di traffico telefonico e telematico.

Un apporto determinante alle fonti di prova è giunto dalle indagini scientifiche condotte dal Ris di Parma sui reperti sequestrati all'interno dell'autovettura abbandonata e nell'abitazione delle vittime. Gli accertamenti tecnici irripetibili di natura genetica e dattiloscopica hanno consentito di isolare le impronte e le tracce di Dna degli indagati, rinvenute sia sugli indumenti da lavoro e sul nastro adesivo impiegato per immobilizzare gli anziani sia su oggetti personali repertati a bordo del veicolo. Le attività investigative hanno inoltre permesso di individuare la base logistica utilizzata dal gruppo per preparare l'azione criminosa, identificando anche il sesto componente della banda il quale saltuariamente si ferma in una casa nel Ferrarese. L'impianto indiziario raccolto dall'Arma ha portato la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ferrara a richiedere al  Gip una misura cautelare nei confronti di sei indagati. Il Gip ha accolto la richiesta emettendo una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tutti e sei gli indagati, sottolineando la particolare pericolosità e spregiudicatezza della banda, riconducibile alla tipologia dei "pendolari del crimine" capaci di compiere la rapina e dileguarsi rapidamente verso altre regioni.

Si tratta, va sottolineato, di provvedimento cautelare emesso per la tutela di specifiche ragioni processuali, in attesa della definitiva verifica delle accuse nel contraddittorio delle parti.

Quattro degli indagati sono stati rintracciati nella mattinata odierna in provincia di Torino ed associati alle Case Circondariali di Torino ed Ivrea a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Continuano nel frattempo le serrate ricerche per individuare i due indagati rimanenti anche grazie al Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia del Ministero dell’Interno.

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