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Oliver Stone a Ferrara, i film e le polemiche del maestro del cinema

Francesco Dondi
Oliver Stone a Ferrara, i film e le polemiche del maestro del cinema

Quarant'anni controcorrente, la città estense rende omaggio al grande regista americano

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Ferrara Ci sono registi che raccontano il proprio tempo e altri che provano a metterlo sotto processo. Oliver Stone appartiene decisamente alla seconda categoria. A Ferrara, dal 6 all’11 ottobre, il cinema di uno dei più controversi, appassionati e influenti autori americani sarà al centro di una settimana interamente dedicata alla sua opera. Un omaggio che culminerà con il conferimento della cittadinanza onoraria da parte del Comune e con una serie di appuntamenti dedicati alla sua lunga carriera.
 

È un riconoscimento che celebra una carriera nella quale Stone ha trasformato il cinema in uno strumento di indagine sulla società americana e sulle sue ferite. Nato a New York nel 1946 e veterano della guerra del Vietnam, Stone ha portato sullo schermo un’esperienza personale destinata a segnare profondamente il suo cinema. Prima ancora di diventare regista aveva già conquistato un Oscar per la sceneggiatura di Fuga di mezzanotte e aveva firmato, tra gli altri, lo script di Scarface. Ma è nella seconda metà degli anni Ottanta che il suo nome diventa quello di un autore capace di parlare al grande pubblico senza rinunciare alla radicalità.

Platoon

Il film che più di ogni altro rappresenta questa svolta è Platoon, uscito nel 1986. Stone racconta la guerra del Vietnam dal punto di vista di un giovane soldato e soprattutto ne mostra l’assurdità, la violenza e la devastazione morale. Non c’è l’epica della guerra, ma la sua discesa agli inferi. Il film conquista l’Oscar e vale a Stone quello per la regia, imponendolo definitivamente sulla scena internazionale.

Wall Street

Un anno dopo arriva Wall Street, altra pellicola destinata a diventare un riferimento. Gordon Gekko, interpretato da Michael Douglas, diventa una delle figure più celebri del cinema americano degli anni Ottanta: il volto di un capitalismo nel quale l’ambizione rischia di trasformarsi in ossessione. La celebre esaltazione dell’avidità diventa uno slogan, ma dietro il fascino del personaggio Stone costruisce una critica alla finanza e alla logica del denaro come misura del successo.

Nato il quattro luglio

Con Nato il quattro luglio Stone torna invece al Vietnam e alle sue conseguenze. La storia vera di Ron Kovic, interpretato da Tom Cruise, racconta il percorso di un giovane patriota che parte per la guerra e torna paralizzato, trasformandosi progressivamente in un oppositore del conflitto. È uno dei film più intensi della sua carriera e porta a Stone un nuovo Oscar per la regia.

JFK

Nel 1991 arriva JFK - Un caso ancora aperto, forse il titolo che più di ogni altro identifica la vocazione di Stone a mettere in discussione la versione ufficiale della Storia. Il film ricostruisce l'indagine sull'assassinio di John Fitzgerald Kennedy attraverso una narrazione complessa e febbrile. Stone non cerca soltanto risposte: mette in scena il dubbio, la ricerca della verità e la diffidenza nei confronti del potere. È un cinema che non pretende di rassicurare lo spettatore, ma di costringerlo a interrogarsi.

The Doors e Natural Born Killers

Nello stesso periodo Stone affronta il mito della musica con The Doors, ritratto visionario di Jim Morrison, e poco dopo porta alle estreme conseguenze la sua riflessione sulla violenza con Assassini nati - Natural Born Killers. Il film, interpretato da Woody Harrelson e Juliette Lewis, è una scarica di immagini, televisione, pubblicità e sangue: una critica feroce alla spettacolarizzazione della violenza e al ruolo dei media nel trasformare il crimine in intrattenimento.

Alexander, l’11 settembre, Bush e Snowden

Il regista si confronta poi con un altro grande protagonista della politica americana in Nixon, mentre nel 2004 affronta una figura storica universale con Alexander. Più avanti arrivano World Trade Center, dedicato alla tragedia dell’11 settembre, W., ritratto di George W. Bush, il ritorno nel mondo della finanza con Wall Street - Il denaro non dorme mai e, nel 2016, Snowden, dedicato alla sorveglianza digitale e alla figura dell’ex tecnico della NSA.

Stone documentarista

Accanto al cinema di finzione, Stone ha sviluppato negli anni una intensa attività documentaristica, occupandosi di politica internazionale, Cuba, Venezuela, Russia e della storia degli Stati Uniti. Anche qui ritorna la sua ossessione principale: capire chi esercita il potere, come lo esercita e quanto la narrazione ufficiale sia in grado di condizionare la nostra percezione della realtà.

Oliver Stone a Ferrara

È proprio questa coerenza, al di là delle polemiche e delle posizioni spesso controverse, a rendere significativa la presenza di Oliver Stone a Ferrara. Per alcuni giorni la città diventa il luogo nel quale rileggere oltre quarant’anni di carriera e osservare, attraverso i suoi film, come siano cambiati il cinema, l’America e il mondo raccontato dal regista.

La cittadinanza onoraria assume così un significato che va oltre la celebrazione di una carriera prestigiosa: è il riconoscimento a un artista che ha fatto della memoria, della libertà di interrogare il potere e della ricerca della verità alcuni dei temi centrali della propria opera.

E forse non è un caso che il percorso possa idealmente partire dal Vietnam e arrivare alla politica, alla finanza, ai media e alla sorveglianza digitale. In questo lungo viaggio c’è una parte essenziale del cinema di Oliver Stone: la guerra e la politica, la memoria e il dubbio, il potere e le sue vittime. Un cinema spesso scomodo, a volte eccessivo, sempre pronto a dividere. Ma soprattutto un cinema che, ancora oggi, non ha smesso di fare domande.

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