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La cerimonia

Oliver, il ferrarese: cittadinanza onoraria al regista Stone

Samuele Govoni
Oliver, il ferrarese: cittadinanza onoraria al regista Stone

Scambio di battute con il sindaco: «Sei diverso dagli altri, la diversità rende speciali»

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Ferrara Giacca blu, camicia, volto serio. Oliver Stone ha l’aria di uno che osserva e ascolta prima di parlare. Duro all’apparenza, ma non scontroso né respingente: piuttosto concentrato. A ottant’anni, e con una carriera che ha segnato la storia del cinema americano, il regista statunitense è diventato cittadino onorario di Ferrara. A consegnargli il riconoscimento è stato il sindaco Alan Fabbri, al termine di una cerimonia carica di affetto e riconoscenza.

Parole care

«La città di Ferrara, quale segno di profonda stima e riconoscenza della nostra comunità, ha il piacere e l’onore di conferire la cittadinanza onoraria al regista Oliver Stone. Per l’altissimo valore della sua opera e per il contributo offerto alla cultura internazionale attraverso un cinema capace di raccontare la storia e il nostro tempo con libertà, coraggio e straordinaria forza espressiva. Ferrara, 7 ottobre 2026 il sindaco Alan Fabbri». La sala, al gran completo tra autorità civili, militari, religiose e pubblico, ha risposto alle motivazioni con un caloroso applauso. Poi ha preso la parola Stone, che come Fabbri prima di lui, è stato conciso ed è andato dritto al punto, ha ringraziato tutti, a partire dal primo cittadino, a cui si è rivolto dandogli del tu: «Sono stato in tanti posti e accettare questo riconoscimento è un onore speciale. E ti ringrazio, Sir, perché sei un sindaco originale. Tu sei un primo cittadino molto diverso da quelli a cui sono abituato. È proprio questa diversità nella vita che rende speciali. Grazie, vi ringrazio tanto».

Il regista è stato accolto al suo arrivo alla Residenza Municipale dal primo cittadino, dal delegato del presidente della Regione, il consigliere Paolo Calvano, dal sottosegretario di Stato alla cultura, la senatrice Lucia Borgonzoni, dal Consigliere del Ministero della Cultura, Domenico Vacca, dal prefetto Massimo Marchesiello, dalla rettrice dell’Università di Ferrara Laura Ramaciotti e dall’assessore alla cultura Marco Gulinelli.

Presenti in sala anche Gianluca Leurini e Daniele Abeille della produzione di White Lies, il produttore Jon Kilik, gli attori Matthew Modine e Martos Francisco, Andrea Crosta fondatore di Earth League int., Pietro Ricci, collaboratore al catalogo dedicato a Stone e la giornalista Silvia Bizio. Terminata la cerimonia, alle 18, Oliver Stone e il produttore Jon Kilik hanno dato il via agli appuntamenti in programma alla Sala Estense introducendo “Alexander – The Ultimate Cut”. La retrospettiva dedicata a Stone propone film e documentari in versione originale con sottotitoli in italiano, a ingresso gratuito.

Oltre i film

Non di solo cinema può vivere l’uomo, ma anche di... cappellacci e tenerina. Quando non è impegnato tra proiezioni e appuntamenti istituzionali, Stone si gode la “sua” Ferrara: il centro storico, le mura, i monumenti, i palazzi e, soprattutto, la cucina. Il cineasta si sta godendo il soggiorno alla corte estense e si diverte ad assaggiare i piatti della tradizione. Per il momento, i cappellacci di zucca, sia al ragù sia con burro e salvia, sembrano aver conquistato il suo palato. Sul fronte dei dolci, invece, vince la tenerina. Ma salama da sugo e zuppa inglese le proverà? Per scoprire la risposta bisognerà aspettare la prossima scena. Motore... Azione!

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