Concessioni balneari: faccia a faccia con il Comune di Comacchio
Lidi Ghedini (Cna): «Serve celerità per proteggere gli imprenditori»
Lidi La riforma delle concessioni balneari è un tema che resta molto caldo per Comacchio e i suoi Lidi. E la macchina ha iniziato a muoversi. Nei giorni scorsi le associazioni di categoria di settore hanno incontrato l’assessore al Demanio del Comune di Comacchio, Johnny Sabadin, e i funzionari competenti. In quell’occasione è emerso l’orientamento dell’amministrazione: da un lato verrà interrogata l’Europa e il Governo per fare chiarezza sui metodi attuativi per verificare la scarsità o meno della risorsa spiaggia. D’altra parte, però si va avanti verso la predisposizione delle gare, nel rispetto delle normative ma tenendo ben presente l’esigenza di tutelare gli imprenditori che attualmente operano sul territorio. «Con il Comune c’è una collaborazione positiva verso la predisposizione delle gare», le parole di Nicola Ghedini, presidente nazionale, regionale e provinciale di Cna balneari. «È importante procedere con rapidità alla predisposizione delle evidenze pubbliche finalizzate all’assegnazione delle concessioni balneari sui nostri Lidi: è questo il modo migliore per tutelare gli imprenditori che in questi anni hanno lavorato e investito, facendo crescere le proprie imprese e attraendo turisti sulla nostra costa. Prima si definiscono i requisiti di gara, più tempo avranno gli attuali concessionari per prepararsi e puntare a un esito favorevole», va avanti il presidente. Per questo «apprezziamo la linea di comportamento scelta dal Comune di Comacchio, coerente con questa esigenza. Il Comune ha dimostrato di saper ascoltare gli imprenditori e le loro esigenze tenendo contro, al contempo, delle proposte di Cna».
L’incontro si è tenuto dopo l’emanazione, da parte del ministero delle Infrastrutture e Trasporti (Mit) della seconda bozza del Bando-tipo a cui dovranno rifarsi le gare locali bandite dai comuni interessati, Comacchio compreso. «La nuova bozza di bando contiene una novità importante che fu oggetto di pressanti richieste da parte di Cna Nazionale – spiega Ghedini –. Riconosce infatti il principio della continuità funzionale delle attività balneari, attraverso gli accordi di avvicendamento tra concessionario uscente e concessionario subentrante. Per la prima volta viene attribuito alle amministrazioni concedenti un ruolo attivo nel favorire il trasferimento di beni, attrezzature e opere amovibili, promuovendo il riutilizzo delle strutture esistenti, la riduzione dei rifiuti, il contenimento dell’impatto ambientale e la continuità dei livelli di servizio offerti ai turisti. Viene così riconosciuto il valore economico, organizzativo e professionale costruito dalle imprese nel tempo e salvaguardando il patrimonio di investimenti realizzato lungo le coste italiane».
«Questa – conclude Ghedini – è la migliore garanzia nei confronti di chi potrebbe partecipare alle gare nella speranza di aggiudicarsi una concessione a costo quasi zero». Il giudizio di Cna Balneari sula nuova bozza del bando tipo è quindi complessivamente positivo, «è fondamentale – spiega ancora il presidente – che le future gare siano costruite attorno alla qualità dei progetti e alla capacità delle imprese di generare valore per il territorio, e non sulla semplice disponibilità finanziaria dei concorrenti».
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