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Ferrara, studente preso a pugni a scuola: scatta la denuncia in questura

Daniele Oppo
Ferrara, studente preso a pugni a scuola: scatta la denuncia in questura

Il dirigente scolastico: «Prenderemo provvedimenti a breve»

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Ferrara Un grave episodio di violenza tra studenti si è verificato lunedì scorso in un istituto scolastico cittadino. Un ragazzo di 16 anni è stato colpito almeno due volte da un compagno di classe quindicenne, prima negli spogliatoi della palestra durante l’ora di educazione fisica e poi all’uscita da scuola. La vicenda è stata oggetto di una a denuncia presentata alla Polizia di Stato e si inserirebbe in un quadro di pregressi episodi di bullismo.

Per tutelare i minori coinvolti, nel prosieguo dell’articolo non verranno indicati il nome dell’istituto scolastico né quello del dirigente. Il ragazzo è stato visitato al pronto soccorso dell’ospedale di Cona, dove è stato accompagnato dalla madre. I medici gli hanno assegnato una prognosi di cinque giorni. È stata proprio la madre a rivolgersi alla Nuova Ferrara per raccontare l’accaduto, nella speranza che la vicenda possa servire da monito affinché episodi simili non si ripetano. «Mio figlio è stato aggredito due volte nello stesso giorno da un compagno di classe. Da tempo subiva provocazioni, richieste di consegnare la merenda e schiaffi quando si rifiutava. Lunedì è arrivato al limite e quando ha reagito è stato colpito con un pugno. La cosa più brutta è che nessuno mi ha avvisato subito di quanto era successo. Ho paura che possa succedere ancora». Nonostante quanto accaduto, la donna sottolinea che il figlio desidera proseguire il proprio percorso nella stessa scuola. «Lui vuole rimanere e io sono contenta del lavoro degli insegnanti. C’è una docente che mi aggiorna ogni giorno su come stanno andando le cose».

Dalla scuola arriva intanto la conferma dell’avvio di verifiche interne. «Dei provvedimenti verranno presi a breve. Il ragazzo non ci aveva mai segnalato di sentirsi preso di mira e questo ci ha sorpreso. Se avessimo avuto conoscenza di una situazione di questo tipo saremmo intervenuti prima. Stiamo cercando di capire con precisione cosa sia accaduto e se si tratti di un episodio isolato oppure dell’emersione di una situazione più ampia», afferma il dirigente scolastico. L’episodio viene considerato con particolare attenzione anche sotto il profilo educativo. «Quando tra studenti si arriva alle mani, anche il nostro livello di attenzione si alza. Mi preoccupa la tendenza a reagire immediatamente ai conflitti e lo spirito di emulazione. Per questo lavoriamo anche con realtà esterne che possano aiutarci sul fronte della prevenzione e dell’educazione».

Secondo quanto riferito dal ragazzo nella denuncia, il primo episodio sarebbe avvenuto durante una lezione di educazione fisica. Il sedicenne sostiene di essere stato colpito dal compagno e di avere ricevuto un pugno che lo ha fatto cadere a terra. Questo come sorta di “punizione” per aver reagito fisicamente– con uno spintone – a un precedente atto di bullismo. La madre riferisce che il figlio avrebbe perso conoscenza. Nel verbale del pronto soccorso, invece, il giovane ha dichiarato di avere avuto la vista offuscata per circa dieci minuti, senza essere in grado di stabilire se vi sia stata o meno una perdita di coscienza.

Nella denuncia il ragazzo racconta inoltre che le tensioni sarebbero proseguite nel corso della mattinata con ulteriori provocazioni da parte dello stesso compagno. La situazione sarebbe poi degenerata nuovamente all’uscita da scuola, quando il quindicenne lo avrebbe raggiunto e colpito con un secondo pugno al volto. Secondo la ricostruzione contenuta nella querela, è intervenuta un’insegnante che lo ha assistito fino all’arrivo della madre e della polizia. In questura il sedicenne ha inoltre riferito di essere vittima da tempo di comportamenti riconducibili al bullismo. Nella denuncia sostiene di avere subìto in passato atteggiamenti aggressivi e vessatori non soltanto dal compagno indicato come autore delle aggressioni, ma anche da altri studenti. Circostanze che vengono ora approfondite sia dalla Polizia che dalla scuola. 

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