Amici a quattro zampe nelle Rsa: il progetto prende il volo a Ferrara
L’animalista Mazzorana lo ha presentato all’Ausl. «Richiesta crescente e benessere garantito da studi»
Ferrara Esperienza recente: familiare ricoverata per recupero dopo un intervento in un centro di riabilitazione. Non siamo in un ospedale, bensì in una struttura dove le persone devono recuperare la migliore mobilità. Possibile entrare con un cane, di piccola taglia, peraltro anallergico e tenuto in una sacca? Risposta: assolutamente no. I cani non possono entrare e hai voglia di spiegare che la signora è appena stata operata e non può muoversi dal letto. Passano i giorni, finalmente la donna operata può uscire dalla stanza e vedere l’adorato cucciolo. Risultato? Sorriso da guancia a guancia e anche se solo per poche decine di minuti la migliore terapia di recupero è stata somministrata. Aspettando la prossima visita.
«Il potere terapeutico sulle persone ricoverate nelle Rsa o in strutture riabilitative, la capacità di comprendere il comportamento degli animali e i loro benefici sull’uomo, una cura naturale integrata non invasiva complementare alla scienza medica». A dirlo è Giovanni Mazzorana, animalista, attivista e politico copparese che da anni prova a lanciare idee per il benessere degli animali... e delle persone. Da pochi giorni è entrato anche a far parte del Wolf group Italia di Ferrara, iniziando già domenica mattina durante il suo appuntamento fisso da opinionista a Canale Italia a parlare dell’importanza dei lupi e di come questo splendido animale vada difeso, nonostante l’Italia lo abbia declassato da razza “rigorosamente protetta” a razza “protetta”.
Il progetto
Risale all’estate la proposta inviata da Mazzorana alla direzione dell’Azienda sanitaria di Ferrara per cambiare regolamenti e far sì che nelle case di riposo possano entrare almeno i piccoli animali. «Numerosi studi hanno dimostrato che i molteplici benefici psicologici e terapeutici di avere un gatto, un cane, un coniglio, uccellini e perfino galline sono reali e misurabili». I rapporti Assalco-Zoomarket dicono che nelle famiglie con bambini e un animale domestico, i figli fanno meno giorni di assenza rispetto a quelle dove non ci sono animali. Per non parlare dei benefici fisici dati alle persone dal poter fare passeggiate con un cane. «La loro compagnia - dice ancora Mazzorana - riduce il livello di cortisolo, l’ormone dello stress, e aiuta a combattere tristezza, depressione e solitudine. Chi convive con un animale tende ad avere maggiore stabilità emotiva, gli animali domestici aiutano a gestire le emozioni e ad avere un minor rischio di abbandono alla depressione. Accarezzare un cane significa che questi percepiscono frequenze sempre comprese tra 40 e 60 hertz inclusi ultrasuoni, le loro vibrazioni e il loro battito cardiaco si sintonizzano con quelli degli umani favorendo il rilascio di ossitocina, l’ormone del piacere, e riducendo lo stress. Questa interazione biologica migliora la salute cardiovascolare, la respirazione umana e il benessere psicologico. Passiamo ai gatti, le fusa variano tra 25 e 150 hertz, non sono solo coccole: vibrano a frequenze che aiutano a riparare le ossa e alleviano i dolori. E le fusa hanno un effetto rilassante simile alla meditazione. Ancora, coniglio e criceti generano sensazioni di sicurezza e il coniglio con il suo digrignamento dei denti rallenta la frequenza cardiaca, conciliando calma e rilassamento stimolano il sistema parasimpatico, diminuendo il battito cardiaco e l’ansia, adatto per anziani con difficoltà di socializzazione, poiché la loro natura docile facilita le interazioni e infonde sicurezza. E gli uccellini sono un potente ansiolitico naturale, la ricerca scientifica dimostra che ascoltare i cinguettii riduce l’ormone dello stress (cortisolo) fino al 33%, attenua ansia, tristezza e paranoie. I benefici sul benessere mentale si protraggono fino a 8 ore dopo l’esposizione con l’animale, stimolano le onde cerebrali associate al relax, aiutano a superare l’affaticamento mentale, migliorano le capacità cognitive».
Questa la premessa per il progetto di via libera agli animali domestici per gli ospiti delle Rsa ferraresi. «Una proposta di “Pet therapy visiting” con apposita modulistica da far compilare per il periodo di degenza nella Rsa da parte degli ospiti. Valutati i singoli casi, medici e reparti potranno autorizzare le visite concordate in luoghi appositamente dedicati».
Esigenza sentita
Sono state diverse le richieste da parte di ospiti e pazienti di poter incontrare il proprio compagno a quattro o a due zampe. Non è difficile crederlo se consideriamo che in Italia si stimano 65 milioni di animali da compagnia e nella sola anagrafe canina della provincia di Ferrara sono registrati circa 35.000 cani. Anche i gatti, pur non essendo obbligatorio il microchip, sono sempre più numerosi con una crescita di cinque milioni di esemplari dopo il Covid rispetto al periodo pre pandemia. E Mazzorana nella sua proposta elenca ulteriori benefici. «La riduzione di stress e ansia è ancora più rilevante se consideriamo un contesto in cui ci sono ospiti con patologie spesso croniche, ma anche il miglioramento dell’umore e la stimolazione cognitiva, in particolare per anziani con malattie neurovegetative e cognitive».
L’animalista copparese tiene in considerazione nel suo progetto alcune importanti prescrizioni: «Oltre all’apposita richiesta dell’interessato ospite, sono necessari il certificato di iscrizione all’anagrafe per i cani, una apposita assicurazione, il libretto veterinario con tutte le vaccinazioni e un certificato di buona salute dell’animale. Non sono ammessi cuccioli di età inferiore ai sei mesi e cani classificati come morsicatori per il rischio di aggressività. Gli animali vanno condotti al guinzaglio, di lunghezza inferiore a 1.50 metri, dovranno indossare la museruola, mentre per gatti e conigli nel trasportino vanno adottato misure necessarie per evitare la fuga se liberati. «L’ospite potrà richiedere e concordare orari e giorni per le visite nella struttura. Ma questa «Pet therapy visiting” può essere utile a integrare le aspettative dei ferraresi in tal senso, con tutte le cautele indispensabili essendo in ambito case di riposo».
Mazzorana è in contatto con la direzione dell’Azienda sanitaria e fra pochi giorni ci sarà un incontro importante: «sono molto grato della disponibilità manifestata sin da subito dalla direzione provinciale dell’Ausl di Ferrara, dottoressa Nicoletta Natalini e suo staff. Credo che questo progetto sia un modo per alleviare le sofferenze di anziani e malati ospiti in case di cura e Rsa, magari costretti a lasciare il proprio animale a parenti, in un canile o un gattile, mentre il rapporto animale-uomo può continuare».
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