Da Ferrara all’Africa in moto per dare un aiuto
A febbraio Andrea Pincelli raggiungerà la Mauritania dove è in costruzione una scuola
Ferrara Un ponte di solidarietà e avventura lungo oltre quattromila chilometri, da percorrere interamente in sella a una motocicletta attraverso dune e piste battute nel deserto. È il viaggio benefico che il ferrarese Andrea Pincelli, 38 anni, compirà a febbraio del prossimo anno in Mauritania, per raggiungere la comunità di Maaden El-Irvane e documentare da vicino i lavori di costruzione di una scuola per l’infanzia promossi dall’associazione Habibi di Mandello del Lario (Lecco) guidata da Chiara Caterina Maria Giambagli.
L’iniziativa si inserisce in un percorso di cooperazione dal basso, fondato sulla fiducia e sul supporto concreto a popolazioni isolate. «L’anno scorso l’associazione ha già realizzato una prima scuola e adesso ne sta ultimando un’altra – spiega Pincelli –. A febbraio scenderò in moto attraverso il Marocco per raggiungere la Mauritania e documentare quanto fatto sul campo. L’obiettivo è portare avanti la raccolta fondi per dotare la struttura di pannelli solari, batterie d’accumulo e acquistare un frigorifero per le donne del villaggio».
La spedizione in solitaria, non esente da pericoli, richiederà una meticolosa preparazione tecnica e logistica per Pincelli che non è nuovo a lunghi viaggi in solitaria nei luoghi più inospitali del Pianeta: «Le insidie maggiori saranno l’autonomia della benzina, che laggiù è quasi introvabile a differenza del gasolio, e le tempeste di sabbia. Bisognerà viaggiare con serbatoi maggiorati e taniche di scorta. Per noi possono sembrare cose banali, ma in villaggi così poveri garantire una scuola, quaderni, penne o un frigo fa un’enorme differenza: per quella comunità equivale ad avere l’oro». Per presentare il progetto alla cittadinanza e allargare la raccolta fondi, a Ferrara si sta organizzando un evento pubblico previsto per novembre, a cui parteciperanno i volontari dell’associazione e lo stesso Andrea.
A chiarire lo spirito della missione è la vicepresidente e tesoriera di Habibi, Erica Torri: «L’associazione è nata ufficialmente quest’anno. A Maaden i bambini sotto i sei anni facevano lezione all’aperto o in baracche d’affitto e così, dopo un viaggio ricco di emozioni, abbiamo deciso di costruire un locale in muratura per la prescolarizzazione, affinché possano imparare a leggere e scrivere e ripararsi durante la stagione delle piogge».
Sorto nel 1975 per intuizione del maestro sufi Cheikh Mohammed Lemine Sidina, il villaggio di Maaden è un raro esempio di coesione e apertura in terra islamica: «È una comunità dove vige una straordinaria parità tra uomini e donne – sottolinea Torri – Esiste una cooperativa femminile molto laboriosa che produce cuscus, henné e marmellata di bissap ricavata dall’ibisco, venduta a prezzi calmierati. Tra gli abitanti c’è una solidarietà commovente: se arriva una nuova famiglia, tutti si mobilitano per costruirle la casa. Siamo un’associazione minuscola: garantiamo che il cento per cento delle donazioni vada direttamente a finanziare mattoni, materiali e bisogni dei bimbi, azzerando le spese amministrative». Referente operativo in loco è la guida locale Dahi Khourou che si adopera sempre con solerzia offrendo tutto l’aiuto possibile ad Habibi.
Per sostenere il progetto con una donazione o associandosi (quota di 20 euro) è possibile effettuare un bonifico a Habibi sul conto corrente presso la Banca della Valsassina Credito Cooperativo (agenzia di Mandello del Lario) tramite l’Iban IT40Z0851551490000000701070, causale “Erogazione liberale Locale Bimbi di Maaden”, oppure devolvere il 5x1000 al codice fiscale 92088620130. Info: habibi.associazione@gmail.com oppure www.habibi-ets.com.
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