Ferrara, quale futuro per l’ex San Giorgio? «Opportunità per alloggi popolari»
Sara Conforti (Pd) chiede risposte alla giunta sul destino della struttura
Ferrara Mettere in sicurezza l’ex San Giorgio e valutare se il suo recupero possa contribuire a rispondere alla domanda di case a prezzi accessibili. È la richiesta della consigliera comunale del Pd Sara Conforti, che martedì ha presentato un’interrogazione sul futuro del complesso di via Messidoro 20. Diciotto le domande rivolte al sindaco e alla giunta, dal degrado dell’immobile alle possibilità di riconversione, fino ai trasporti e ai servizi necessari per un eventuale insediamento abitativo.
Già Casa del Pellegrino e poi utilizzata dall’Inail per attività riabilitative, la struttura è da anni inutilizzata. Nell’atto Conforti ricorda che il complesso, di proprietà dell’istituto, è proposto in vendita per 8,5 milioni di euro: oltre 13mila metri quadrati su cinque livelli. Nel tempo sono state avanzate diverse ipotesi di riuso, compresa una residenza universitaria, senza arrivare a una concreta attuazione.
La prima urgenza riguarda le condizioni dell’edificio. La consigliera riferisce le segnalazioni dei residenti su materiali abbandonati, sporcizia, deiezioni animali e possibili problemi igienico-sanitari. Vengono indicati anche accessi non autorizzati e persone che utilizzerebbero alcuni locali per pernottare. Conforti chiede quindi se siano stati eseguiti sopralluoghi e controlli, con quali esiti, e quali interventi siano stati sollecitati alla proprietà per pulizia, manutenzione, chiusura degli accessi e verifica delle recinzioni. Nell’eventuale bonifica domanda attenzione anche ai gatti e agli altri animali presenti, coinvolgendo servizi veterinari e associazioni, e alla tutela del verde.
Accanto alla sicurezza, l’interrogazione apre il capitolo abitativo. A sostegno della necessità di ampliare l’offerta, Conforti richiama i dati di Immobiliare.it riportati dalla stampa nell’aprile 2025: a Ferrara gli affitti delle stanze singole sarebbero aumentati del 45% in quattro anni, quelli dei trilocali del 49%. Cita inoltre il programma regionale “Sfitto Zero”, presentato dal Comune nell’aprile 2026, che prevede 252 alloggi a canone calmierato nel territorio comunale.
La proposta è verificare la fattibilità di alloggi sociali, affitti sostenibili e formule miste: cohousing, abitazioni per studenti e lavoratori, residenze per anziani autosufficienti. Prima servono però valutazioni urbanistiche, strutturali ed economiche. La consigliera domanda quali usi consenta il Pug approvato il 28 settembre e se sia possibile una riconversione residenziale, totale o parziale. Chiede anche un confronto con Inail, Acer e Regione, valutando acquisizione comunale, accordi tra enti, partenariati e finanziamenti.
Il recupero, sottolinea l’atto, dovrebbe procedere insieme a collegamenti con centro, stazione e poli di studio e lavoro, negozi di vicinato, servizi e percorsi pedonali e ciclabili. L’obiettivo è evitare un insediamento isolato e privo dei servizi quotidiani. Resta poi d’attualità l’emergenza abitativa: Conforti chiede quanti alloggi popolari siano vuoti, quanti da ripristinare e con quali risorse e tempi possano tornare assegnabili.
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