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Ferrara, quale futuro per l’ex San Giorgio? «Opportunità per alloggi popolari»

Andrea Mainardi
Ferrara, quale futuro per l’ex San Giorgio? «Opportunità per alloggi popolari»

Sara Conforti (Pd) chiede risposte alla giunta sul destino della struttura

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Ferrara Mettere in sicurezza l’ex San Giorgio e valutare se il suo recupero possa contribuire a rispondere alla domanda di case a prezzi accessibili. È la richiesta della consigliera comunale del Pd Sara Conforti, che martedì ha presentato un’interrogazione sul futuro del complesso di via Messidoro 20. Diciotto le domande rivolte al sindaco e alla giunta, dal degrado dell’immobile alle possibilità di riconversione, fino ai trasporti e ai servizi necessari per un eventuale insediamento abitativo.

Già Casa del Pellegrino e poi utilizzata dall’Inail per attività riabilitative, la struttura è da anni inutilizzata. Nell’atto Conforti ricorda che il complesso, di proprietà dell’istituto, è proposto in vendita per 8,5 milioni di euro: oltre 13mila metri quadrati su cinque livelli. Nel tempo sono state avanzate diverse ipotesi di riuso, compresa una residenza universitaria, senza arrivare a una concreta attuazione.

La prima urgenza riguarda le condizioni dell’edificio. La consigliera riferisce le segnalazioni dei residenti su materiali abbandonati, sporcizia, deiezioni animali e possibili problemi igienico-sanitari. Vengono indicati anche accessi non autorizzati e persone che utilizzerebbero alcuni locali per pernottare. Conforti chiede quindi se siano stati eseguiti sopralluoghi e controlli, con quali esiti, e quali interventi siano stati sollecitati alla proprietà per pulizia, manutenzione, chiusura degli accessi e verifica delle recinzioni. Nell’eventuale bonifica domanda attenzione anche ai gatti e agli altri animali presenti, coinvolgendo servizi veterinari e associazioni, e alla tutela del verde.

Accanto alla sicurezza, l’interrogazione apre il capitolo abitativo. A sostegno della necessità di ampliare l’offerta, Conforti richiama i dati di Immobiliare.it riportati dalla stampa nell’aprile 2025: a Ferrara gli affitti delle stanze singole sarebbero aumentati del 45% in quattro anni, quelli dei trilocali del 49%. Cita inoltre il programma regionale “Sfitto Zero”, presentato dal Comune nell’aprile 2026, che prevede 252 alloggi a canone calmierato nel territorio comunale.

La proposta è verificare la fattibilità di alloggi sociali, affitti sostenibili e formule miste: cohousing, abitazioni per studenti e lavoratori, residenze per anziani autosufficienti. Prima servono però valutazioni urbanistiche, strutturali ed economiche. La consigliera domanda quali usi consenta il Pug approvato il 28 settembre e se sia possibile una riconversione residenziale, totale o parziale. Chiede anche un confronto con Inail, Acer e Regione, valutando acquisizione comunale, accordi tra enti, partenariati e finanziamenti.

Il recupero, sottolinea l’atto, dovrebbe procedere insieme a collegamenti con centro, stazione e poli di studio e lavoro, negozi di vicinato, servizi e percorsi pedonali e ciclabili. L’obiettivo è evitare un insediamento isolato e privo dei servizi quotidiani. Resta poi d’attualità l’emergenza abitativa: Conforti chiede quanti alloggi popolari siano vuoti, quanti da ripristinare e con quali risorse e tempi possano tornare assegnabili.


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