Ferrara, in giro con l’Apecar per la provincia: Rita insegna il cucito ai bimbi
Venturoli della bottega Oh-Oh! ha ideato un laboratorio itinerante nei paesini
Ferrara In sella ad un’ApeCar e via per le strade di campagna e per i paesini della provincia ad insegnare ai bimbi ad utilizzare ago e filo. È questo il progetto itinerante di Rita Venturoli, titolare della bottega artigiana Oh-Oh! in via Saraceno 46, che partirà con l’avvento della buona stagione.
«Ho già acquistato l’Ape; ora devo sistemare il motore e allestirla con disegni e pitture – racconta Venturoli –. Io ho sempre lavorato nei contesti sociali: per anni ho curato all’estero dei progetti educativi per bambini e ragazzi, anche con difficoltà. Ho visto le foreste della Sierra Leone, il deserto del Kurdistan e le montagne della Romania, ho girato nei paesi balcanici fino alla Turchia. Quando sono ritornata in Italia ho avviato il mio progetto di cucito creativo e ho continuato a lavorare con le scuole e le biblioteche, dove vado a realizzare dei laboratori in cui i bambini possono esprimersi liberamente».
La creatività però non ha confini o barriere, e quindi Rita ha deciso di uscire dalle Mura ferraresi per andare proprio in quei paesini in cui mancano attività del genere. L’idea è semplice quanto incantevole: arrivo in ApeCar in parchi, comunità e piazze della provincia, qualche sedia e sgabello, un gruppetto di bimbi e inizia la magia. «Mi piacerebbe proporre dei laboratori di lettura, per poi realizzare tutti insieme con ago e filo i personaggi narrati nelle storie. Ogni bambino sarà libero di utilizzare la propria fantasia e avrà un oggetto-ricordo da portare a casa».
Il desiderio di Venturoli sarebbe quello di andare anche oltre il Ferrarese, «ma l’ape è un cinquantino… mi suonerebbero pure i camion e non potrei andare troppo lontano». Poi si leva un piccolo sassolino: «Io ho comprato questo mezzo quattro mesi fa, e non ho trovato nessun meccanico a Ferrara disposto a sistemarlo perché “troppo vecchio”. Se l’apecar sarà pronta, punto a iniziare il laboratorio itinerante tra marzo e aprile».
Oggi, che tanti bambini crescono con il cellulare in mano e senza stimolare la fantasia a sufficienza, un’iniziativa creativa, di gruppo, di manualità come questa rappresenta una ventata d’aria buona. La stessa scuola sembra spesso voler allenare la creatività fino alla fine della scuola materna, poi basta. «Tanti studenti delle elementari, che saranno poi il target di riferimento di questo laboratorio, non sono in grado di usare le forbici», ammette la titolare di Oh-Oh!, che conclude: «Spesso realizzo dei progetti in cui genitori e figli cuciono insieme: con ago e filo si aiutano l’un con l’altro usando solamente le mani. Inoltre, mi piace un sacco vedere che anche tanti maschietti partecipano ai miei laboratori: i bambini non ci pensano poi così tanto se un’attività è ritenuta da maschi o femmine. Spesso la distinzione dipende dai genitori. Se tu non glielo dici, il bimbo cuce allo stesso modo in cui cuce la bimba».
Ma cosa significa cucire? «Non è solo realizzare oggetti, ma imparare pazienza, autonomia e fiducia in se stessi». Buona fortuna allora a Rita per questo viaggio pieno di tessuti e di colori. Le porte sono aperte per chi volesse sponsorizzare o sostenere questa iniziativa e per chiunque desiderasse tirarsi su le maniche per abbellire questa piccola apetta.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
