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Il riconoscimento

Hollywood celebra Carlo Rambaldi: il genio di Vigarano Mainarda ha la sua stella sulla Walk of Fame

Hollywood celebra Carlo Rambaldi: il genio di Vigarano Mainarda ha la sua stella sulla Walk of Fame

Il tre volte premio Oscar per gli effetti speciali, omaggiato ieri a Los Angeles. Borgonzoni: «Mani capaci di dare forma ai sogni»

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Ferrara Hollywood ha celebrato il genio di Carlo Rambaldi. Il maestro degli effetti speciali, tre volte premio Oscar, ha ora la sua stella sulla Walk of Fame, il celebre marciapiede della celebrità dove il nome dell’artista nato a Vigarano Mainarda brillerà accanto a quelli dei più grandi della storia del cinema.

Il riconoscimento, annunciato nei mesi scorsi, era stato ricordato a Ferrara dalla senatrice Lucia Borgonzoni durante la cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria a Oliver Stone. Con il regista americano, Rambaldi aveva lavorato all’inizio degli anni Ottanta nel film “La mano”. Ieri quell’annuncio è diventato realtà.

Alla posa della stella sono intervenuti, in veste di “guest speakers”, Antonio Saccone, presidente di Cinecittà, Cristina Rambaldi, nipote dell’artista e vicepresidente della Fondazione Rambaldi, e l’attore Matt Winston, figlio di Stan Winston, altro grande maestro degli effetti speciali.

L’onorificenza postuma arriva come un atto dovuto a uno dei più geniali professionisti e artisti dell’arte cinematografica. Tre le statuette conquistate per altrettante creature uscite dal suo estro e dalle sue mani: “King Kong” (1976, per cui ricevette uno Special Achievement Award), “Alien” (1979) ed “E.T. l’extraterrestre” (1982), il suo personaggio più noto, capace di commuovere generazioni e milioni di spettatori di ogni età.

Prima di “E.T.” Rambaldi aveva già collaborato con Steven Spielberg per “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, e in seguito con David Lynch per il cult “Dune”. Nel corso della carriera ha prestato la propria opera a nomi che sono altrettanti capitoli della storia del cinema: Federico Fellini, Luchino Visconti, Pier Paolo Pasolini, Marco Ferreri, Mario Bava, Dario Argento, Lucio Fulci, Pupi Avati, John Huston, Ridley Scott, Oliver Stone e Andrzej Zulawski.

In occasione della cerimonia, l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles ha presentato la mostra “Carlo Rambaldi: Dreaming the Cosmos”, curata da Cristina Rambaldi e aperta fino al 31 dicembre.

Non è mancato il pensiero della terra d’origine. «Dall’Emilia alla Walk of Fame di Hollywood – ha scritto in un post la senatrice Borgonzoni –. Ci sono mani capaci di costruire oggetti. E poi ci sono mani capaci di dare forma ai sogni. Erano quelle di Carlo Rambaldi, un genio italiano che, partendo da Vigarano Mainarda, ha conquistato Hollywood con la fantasia, l’ingegno e quel saper fare straordinario che appartiene alla nostra terra».

Borgonzoni ha ricordato come Rambaldi abbia «dato vita all’impossibile, trasformando materia e tecnica in emozione», facendo nascere creature fantastiche e portando il pubblico verso mondi lontani. Ha poi richiamato l’extraterrestre dagli occhi grandi che «portava nelle sue fattezze qualcosa del suo gatto Chicca e dei volti delle donne del Delta del Po da lui ritratti da giovane». Da E.T. ad Alien, fino a King Kong, ha sottolineato, quelle creature «sono entrate nell’immaginario collettivo, nei ricordi e nei sogni di intere generazioni».

«Oggi una stella sulla Walk of Fame di Hollywood celebra il suo nome e il suo talento – ha concluso la senatrice –. Ma ciò che Rambaldi ci lascia va oltre il riconoscimento: è la dimostrazione di come la conoscenza, la manualità e la fantasia, quando si incontrano, possano parlare a tutto il mondo. Rambaldi ha portato con sé la cultura del fare della sua terra, trasformandola in una forma universale di meraviglia».

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