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L’ultimo saluto

Codigoro piange Menegatti: chiesa gremita per l’addio allo scultore del Delta

Katia Romagnoli
Codigoro piange Menegatti: chiesa gremita per l’addio allo scultore del Delta

La cerimonia si è celebrata a Pontelangorino. Commoventi le parole della moglie, la sindaca Zanardi: «Vedeva la bellezza in tutto ciò che trovava»

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Pontelangorino «Mai al mondo mi sarei immaginata di trovarmi qui, dopo 33 anni, nella stessa chiesa in cui ci siamo sposati, per parlare di Enrico, di mio marito, una vita insieme. Come è stato detto da tutti, Enrico era una persona buona, colta, intelligente, generosa, con un cuore grande e soprattutto aveva un’ironia unica, faceva divertire. Sempre con il sorriso, amava la vita, per lui non c’erano mai problemi. Stava sempre bene. Pensavamo, proprio per questo suo carattere, almeno io, che lui fosse eterno e che nel corso della vita non gli sarebbe potuto mai succedere niente. Amava la natura, amava gli animali e riusciva a vedere cose che noi persone, che non abbiamo la sua stessa sensibilità, non riusciamo a vedere, perchè vedeva la bellezza in tutto ciò che trovava, nei suoi pezzi di legno e nei suoi quadri. Mi ha insegnato a vedere la bellezza, a trovarla nel mondo e a cercare di essere ottimista, perchè lui lo era sempre. Oggi mi sento come se avessi una tormenta, sono arrabbiata, devastata, svuotata e faccio fatica a pensare a quale domani possa esserci a riempire questo vuoto. Ho ricevuto messaggi da tutta Italia, dall’estero, parole sentite dette con cuore, ma ringrazio anche chi, in silenzio mi è stato vicino, senza riuscire a dire una parola. Grazie ai dipendenti, che mi hanno accolto tutti con grande calore indescrivibile, alla giunta, ai sindaci, ai parenti, agli amici con la A maiuscola, a tutti coloro che si sono fatti sentire e anche a quelli che non si sono fatti sentire. Spero che Enrico possa continuare a fare le sue sculture, a dipingere il cielo, come solo lui sapeva fare e mi auguro che tu, Amore mio, possa farci vedere in mezzo alle nuvole, tutti i tuoi animali. Qui, Qui, Spack, ci rivedremo presto!».

La cerimonia

Una moltitudine di persone, dentro alla chiesa parrocchiale di Pontelangorino e sul sagrato, assistendo da un maxi schermo alle esequie dell’artista Enrico Menegatti, si è stretta, questa mattina, in un solo, grande abbraccio alla sindaca Sabina Alice Zanardi, per portare l'ultimo saluto a suo marito. E' proprio racchiusa nelle parole della moglie, a cui Menegatti era legato da 40 anni, il ricordo più intenso e vibrante dell’artista 71enne, spentosi, all’ospedale di Cona, nel cuore della notte tra martedì e mercoledì scorso. Il coro della chiesa di San Martino, diretto dal vicesindaco Francesco Fabbri, a cui si sono uniti i coristi di Pontemaodino e Pontelangorino, ha accompagnato la toccante cerimonia funebre, co-celebrata da don Marco Polmonari e da don Stefano Navarrin. In mezzo alla folla numerosa, tra persone comuni, volontari di tutte le associazioni di volontariato locali e dei territori vicini, hanno preso posto il vice prefetto Rosanna Gamerra, i consiglieri regionali Paolo Calvano e Marcella Zappaterra, la sindaca di Goro, Marica Bugnoli, Nicoletta Natalini e Rita Maricchio, rispettivamente direttrice generale e del distretto sud-est dell'Ausl di Ferrara, Lorenzo Marchesini, presidente dell'Asp del Delta Ferrarese, Davide Nardini, presidente di Delta 2000, Patrizia Luciani, in rappresentanza di Cidas, le autorità militari, artisti, dirigenti di aziende del territorio e comunali e tantissimi dipendenti del Comune e di realtà locali.

Il cordoglio

«Cara Sabina, davanti al tuo dolore sentiamo tutti il limite delle parole. Hai condiviso con Enrico una vita - è stato il pensiero del vice sindaco Francesco Fabbri - e sappiamo che nessun saluto pubblico può raccontare sino in fondo ciò che lui rappresentava per te. Avete condiviso tanti anni, un lungo cammino fatto di quotidianità, di progetti e di affetti. Di fronte ad un dolore così profondo, le parole possono davvero poco. Possiamo però esserci e farti sentire che ti siamo vicini, con discrezione e sincerità». Rivolgendosi direttamente all’artista, il vicesindaco ha aggiunto «Ciao, Enrico e grazie. Il nostro territorio porterà per sempre il segno del tuo passaggio». Il saluto commosso dei dipendenti comunali è stato letto da Morena. «Mentre cerchiamo ancora di comprendere quello che è successo, il nostro pensiero corre a te, Sabina, al tuo dolore e a quel mondo che in un istante ti è crollato addosso. Faremmo qualsiasi cosa per rendere meno crudele questo momento e per farti sentire meno sola, ma sappiamo che niente ora può colmare l'assenza di un compagno di vita. Se c'è una cosa che desideriamo tu possa sentire è proprio questa: non sei sola. Non lo sei oggi e non vogliamo che tu lo sia domani». In tutti i ricordi, pronunciati anche da don Marco, da Claudio Castagnoli e dall'amico artista Eros Pandolfi, è emerso l'amore profondo coltivato da Enrico Menegatti per la natura, per il mare, per quei legni trascinati sulla battigia del Lido Volano, ai quali aveva donato nuova vita. In un bagno di folla, tra gli applausi, al termine delle esequie, il feretro di Enrico Menegatti è partito per l'ultimo viaggio, verso il Giardino della Cremazione di Copparo.

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