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Codigoro, accusato di aver maltrattato la ex: chiesti due anni e mezzo di pena

Daniele Oppo
Codigoro, accusato di aver maltrattato la ex: chiesti due anni e mezzo di pena

A processo un uomo di 44 anni, episodi anche davanti ai figli

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Codigoro Otto anni, dal 2018 al 2026, caratterizzati da controllo, isolamento, intimidazioni, minacce, pedinamenti e aggressioni fisiche posti in essere da un uomo di 44 anni nei confronti della compagna. Con alcuni episodi che sarebbero avvenuti anche in presenza dei figli minori. Ieri il pm Stefano Longhi ha chiesto per lui la condanna a due anni e mezzo di reclusione per accuse di maltrattamenti in famiglia aggravati. L’uomo è giudicato con il rito abbreviato, che prevede la diminuzione della pena finale di un terzo. La parte civile, la ex compagna, assistita dall’avvocato Denis Lovison, ha chiesto il riconoscimento del danno da risarcire, quantificato in 25mila euro, con richiesta concedere una provvisionale pari a 20mila euro.

La difesa, sostenuta dagli avvocati Giulia Gioacchin e Pasquale Longobucco discuterà invece il 17 novembre prossimo, data nella quale potrebbe arrivare anche la decisione della giudice dell’udienza preliminare Sandra Lepore.

Tra i fatti contestati, il controllo del cellulare, l’aver costretto la compagna a salire in auto dopo una scenata di gelosia, guidando ad alta velocità e spaventandola al punto che la donna si sarebbe lanciata dal veicolo in movimento. In un altro episodio l’avrebbe insultata pesantemente, accusandola di aver avuto rapporti sessuali con un altro uomo, per poi aggredirla fisicamente. Ancora, l’avrebbe minacciata dopo l'ennesima discussione sulla separazione, prospettandole di renderle la vita impossibile.

Una situazione che non si è fermata con la fine della convivenza, anzi tra le contestazioni c’è l’aver tempestato la donna di telefonate e messaggi durante la notte, averla seguita in automobile in più occasioni e averla attesa davanti alla scuola frequentata dalla figlia minore, insultandola e pronunciando ulteriori frasi intimidatorie con riferimento al nuovo compagno della donna.

Alcuni degli episodi contestati sarebbero avvenuti anche in presenza dei figli minori, cosa che costituisce un’aggravante. L’uomo era stato sottoposto anche alla misura cautelare del divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico. La misura è stata tolta a settembre. Risulta però in vigore un ordine simile imposto dal giudice civile.

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