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Dal tribunale

“Mia figlia non andava più a scuola”, poi la scoperta delle molestie subite

Daniele Oppo
“Mia figlia non andava più a scuola”, poi la scoperta delle molestie subite

In aula a Ferrara la testimonianza di una donna vittima di presunte violenze e lesioni

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Ferrara Una figlia che smette improvvisamente di andare a scuola, si chiude in camera e rifiuta di spiegare cosa stia accadendo. Poi la scoperta delle presunte molestie che la ragazza avrebbe denunciato. È uno dei passaggi più delicati emersi nell’udienza del processo che vede imputati un uomo e una donna per una serie di contestazioni che comprendono, a vario titolo, episodi di violenza sessuale aggravata, tentata violenza sessuale, minacce e lesioni.

La testimonianza

Davanti al tribunale collegiale è stata ascoltata la persona offesa, che ieri mattina ha ripercorso il proprio rapporto con l’imputato principale e il disagio manifestato dalla figlia nei mesi precedenti alla denuncia. La donna ha raccontato che tra dicembre 2024 e gennaio 2025 la figlia aveva iniziato a manifestare un forte malessere. «Non voleva andare a scuola, non mangiava, non faceva il bagno, non usciva di casa», ha riferito. Richiamando le dichiarazioni rese ai carabinieri, il pm Stefano Longhi ha ricordato che la ragazza diceva alla madre di lasciarla stare perché lei «non sapeva cosa stesse passando». Successivamente, ha raccontato la testimone, sarebbe stata la scuola a informarla delle presunte molestie sessuali riferite dalla figlia nei confronti dell’imputato. La madre ha precisato di non avere mai assistito direttamente a comportamenti sospetti, ma di avere notato più volte l’uomo salire nella camera della ragazza mentre lei era impegnata in cucina. Quando andava a controllare la figlia, ha aggiunto, lui scendeva subito dalle scale con atteggiamento «indifferente». Madre e figlia sono poi state portate in una struttura protetta del Centro Donna Giustizia.

L’esame è poi entrato nel merito delle contestazioni che la riguardano direttamente. La donna ha confermato i presunti episodi di violenza sessuale attribuiti all’imputato, descritto come consumatore di alcol e stupefacenti. «Dicevo no tutte le volte», ha affermato. L’uomo reagiva invitandola a «stare buona» e anche minacciando di morte lei e la figlia. La donna avrebbe inoltre subito percosse che le avrebbero provocato in seguito mal di testa e problemi alla vista. La testimone ha infine raccontato anche un episodio di violenza fisica che sarebbe stato commesso dall’altra imputata all’interno dell’abitazione. 

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