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Caro carburanti, protesta dei pescatori di Porto Garibaldi e Goro: «Tanti costi, zero guadagni»

Katia Romagnoli
Caro carburanti, protesta dei pescatori di Porto Garibaldi e Goro: «Tanti costi, zero guadagni»

Felletti (cooperativa Piccola e Grande Pesca): «Il costo del gasolio attuale non ci permette più di lavorare»

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Porto Garibaldi Pescherecci attraccati in porto contro il caro gasolio. Anche le marinerie di Porto Garibaldi e Goro ieri mattina, 22 ottobre, hanno fatto sentire la loro voce, unendosi alle proteste di autotrasportatori ed agricoltori che dilagano in tutta Italia. I pescatori reclamano con forza un intervento deciso e risolutivo del Governo attorno ad una serie di rivendicazioni che vedono al centro i rincari dei carburanti ritenuti ormai insostenibili. E giusto ieri è arrivato il primo provvedimento governativo con lo stanziamento di 10 milioni con un contributo pari al 10% delle spese sostenute dal 1 giugno al 15 ottobre.

Già di buon’ora proprietari delle barche e dipendenti si sono riuniti sul portocanale per dare forma ad una protesta pacifica, monitorata con discrezione da carabinieri, poliziotti, finanzieri e Polizia locale. Mentre qualcuno puliva le reti e qualcun altro sistemava le strumentazioni di bordo, il presidente della cooperativa Piccola e Grande Pesca, Ariberto Felletti, ha acceso i riflettori sulla situazione drammatica che sta vivendo il settore pesca.

«Il costo del gasolio attuale non ci permette più di lavorare - ha esclamato - e a questo si aggiunge il fatto che i commercianti pagano poco il pesce. Ci sono poi norme e regolamenti europei sempre più stringenti. Siamo allo stremo anche perché ci piovono addosso continuamente delle multe. Il costo del gasolio è arrivato 1,35 euro al litro, ma il prezzo massimo che riusciremmo a sostenere è di 60-70 centesimi. Non ci sono più ricavi per noi, ma solo costi».

I pescatori lasciano intendere che quello di ieri mattina è stato solo il primo di una serie di atti dimostrativi, pacifici che intendono mettere in campo. Il 13 ottobre, a Roma, Felletti ed altri colleghi di tutta Italia hanno partecipato ad un incontro con il senatore e sottosegretario all’Agricoltura Giacomo Patrizio La Pietra al quale sono state illustrate criticità e difficoltà, nella speranza di ottenere aiuti e sgravi. È stato sollevato anche il tema e-logbook (giornale di bordo elettronico), di difficile compilazione che riserva - anche quello - insidie, che possono tramutarsi in multe.

Un altro dei pescatori in banchina, Fausto Bonazza, proprietario del Flip, peschereccio dedito alla “pesca volante” del pesce azzurro, non ha avuto mezzi termini. «Ogni giorno riceviamo un verbale - ha tuonato Bonazza -; non sappiamo più cosa fare. Consumiamo circa 1.500-2mila euro di gasolio al giorno ed il prezzo è salito alle stelle. Anche le cassette di polistirolo, prima del fermo pesca costavano 35 centesimi, ora arrivano a 75-80 centesimi l’una. Io ho la licenza per andare a pescare fuori Rimini, ma devo allungare la navigazione di 3 ore perché ci hanno proibito di passare davanti al rigassificatore. Per questo motivo ho già ricevuto un verbale con una multa di 8mila euro».

Nel fiume in piena delle sue rimostranze Bonazza, sostenuto anche dai suoi dipendenti, ha ricordato altri annosi problemi che la marineria locale sta affrontando, a partire dall’insabbiamento dell’imboccatura del porto. Un’uscita in mare quest’anno è valsa al suo peschereccio la rottura degli assi, la riparazione dei quali ha comportato un esborso di ben 25mila euro. «Tra caro gasolio, che ci toglie il 50% del guadagno, e multe continue non ce la faccio più ad assicurare lo stipendio agli operai - è stato l’amaro sfogo di Bonazza - Il Governo deve aiutarci».

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