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Lagosanto, il Delta Hotel rinascerà: da immobile senza destino a futura casa di riposo

Matteo Ferrati
Lagosanto, il Delta Hotel rinascerà: da immobile senza destino a futura casa di riposo

La storia della struttura, dall’asta fallita alla razzia di rame. Nessuno lo acquistò nel 2018 ma adesso l’atteso cambiamento sembra vicino

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Lagosanto Doveva essere una struttura all’avanguardia, una realtà strategica per tutto il territorio e non solo. Eppure, la storia dell’ex “Delta Hotel”, situato a Lagosanto in via Italia 33-35, sembra essersi fermata dopo la procedura d’asta fallimentare di quasi 10 anni fa. L’immobile è stato destinato fino al 2009 ad albergo, vista anche la vicinanza con l’ospedale del Delta, poi sarebbe dovuto diventare un polo sanitario. Ma la trasformazione non è mai avvenuta, almeno fino ad oggi. Perché qualcosa sembra timidamente muoversi.

Tra 2017 e 2018 l’edificio è stato messo all’asta pubblica, su base di 1.040.000 euro, ma nessuno si è fatto avanti. E da tempo si parla di questo luogo solamente per fatti di cronaca. Ad esempio, nel 2015 tre persone sono state sorprese dai militari a rubare quasi 500 chili di rame e diverso altro materiale dalla struttura; mentre un anno dopo, l’allora custode del Delta Hotel - aiutato da un complice - aveva fatto razzia dei beni che si trovavano ancora all’interno; salvo poi essere beccato e denunciato dai carabinieri di Lagosanto.

Inoltre, corrono da tempo delle voci sul fatto che alcune stanze dell’edifico venissero occupate abusivamente. In effetti, entrarvi è molto semplice, passando dai due grossi buchi realizzati attraverso il taglio alla recinzione e alla rete arancione da cantiere (come si vede nelle foto, scattate pochi giorni fa). Girando poi nel parcheggio esterno, si scorgono numerose bottiglie in vetro di superalcolici, pile di rifiuti abbandonati e anche un cucchiaio in acciaio, quest’ultimo probabilmente utilizzato come strumento di preparazione per il consumo di sostanze stupefacenti.

Eppure, la vicinanza con l’ospedale del Delta e con l’Aliper sarebbe strategica così come lo sono le potenzialità di questa struttura; e a due passi c’è una bella pista ciclopedonale immersa nel verde. «L’unico ricordo che ho all’interno di questo posto risale a quando avevo sette anni, per il compleanno di una mia cuginetta – racconta la 25enne laghese Benedetta Carrara –. Questo hotel è nato con un’aspirazione al lusso. Ricordo che c’era uno spazio esterno con piscina, sdrai e bar: si poteva prenotare per organizzare feste private».

«Se fosse rimasta aperta, questa struttura avrebbe potuto garantire un comodo appoggio per chi viene da lontano e ha familiari ricoverati al Delta, soprattutto quando l’ospedale era pienamente operativo – afferma un’altra cittadina di Lagosanto –. L’unico alloggio vicino che c’è ora è la Locanda dei Sapori, a Marozzo».

L’edificio è disposto su quattro livelli: al piano terra erano presenti la hall, la reception, il bar. C’era anche il ristorante “al Bisachin” con quasi centocinquanta coperti, un’ampia sala congressi con 135 posti a sedere, una sala riunioni e numerosi vani per i servizi generali della struttura alberghiera. I tre piani superiori erano interamente occupati da 81 camere doppie, con bagno privato. La superficie complessiva su cui insiste l’albergo è di 12.637 metri quadrati. Nell’area scoperta sono presenti una cabina di trasformazione a tre vani, la centrale termica, una piscina scoperta, una piazzola recintata sulla quale sono installati il gruppo frigo ed il gruppo elettrogeno, due campi da tennis e da calcetto. Proprio qui, infatti, nel luglio 2012 si era disputato il torneo di calcetto “Diamo un calcio al terremoto”, con nove squadre iscritte e tanto pubblico per una gara di solidarietà a favore dei terremotati.

Insomma, i prerequisiti per ridare vita a un servizio di alto livello e ad un luogo che, nel bene o nel male, rappresenta un simbolo di Lagosanto ci sono tutti. E qualcosa sembra finalmente muoversi.

Il futuro

Dopo anni di fattuale abbandono, infatti, l’ex Delta Hotel avrà nuova vita. «Da tempo sono iniziati i lavori di manutenzione straordinaria, per un importo di 600mila euro, che prevedono la riqualificazione dell’immobile a servizio assistenziale per gli anziani», afferma il sindaco di Lagosanto, Cristian Bertarelli.

La trasformazione del Delta Hotel a struttura socio sanitaria per anziani dovrebbe quindi avvenire e, da quanto si legge dalla copia affissa nel cantiere, il committente è la cooperativa sociale Benessere, realtà con esperienza nei servizi di assistenza socio-sanitaria e che si accinge a svolgere un’attività di senior housing. Da informazioni disponibili sul loro sito, la cooperativa opera attualmente con un organico di 15 professionisti (tra medici, infermieri, Oss e fisioterapisti), destinato a crescere non appena inizierà la gestione della rsa di Lagosanto. L’ex Delta Hotel, appunto.

La cooperativa Benessere ha già lavorato nel territorio, avendo gestito in appalto dal 2008 al 2020 i servizi di assistenza socio-sanitaria e di coordinamento (prestando servizi riabilitativi, di rianimazione, di ristorazione, lavanderia, pulizia e gestione amministrativa) nei confronti della rsa “S. Antonio” di Migliaro.

A che punto sono i lavori?

«Considerando le dimensioni e percependo dall’esterno lo stato dell’edificio, dubito che si siano realizzate tutte le opere: 600mila euro sono una cifra abbastanza contenuta per un’opera del genere», conclude Bertarelli. E Claudia (nome di fantasia), cittadina di Lagosanto frequentatrice della zona, conferma: «I lavori di riqualificazione del Delta Hotel in struttura per anziani erano partiti ormai mesi fa, ma adesso sono fermi da alcune settimane».

Le imprese selezionate nel cantiere sono sei: Alpha general contractor (Fi), Gmf ponteggi (Si, Cp costruzioni (Ce), Carraia costruzioni (Fi) e la Del Prete Agostino (Na). Ora resta da capire quando e come proseguirà la trasformazione in rsa di questo luogo.

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