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Ferrara, centro storico blindato per una protesta timida

Francesco Gazzuola
Ferrara, centro storico blindato per una protesta timida

Pochissimi studenti in una piazza piena di forze dell’ordine, mercatini e turisti

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Ferrara Proteste e cortei in tutta Italia. O quasi. Ieri è stata un’altra giornata di manifestazioni e in particolare la voce e la rabbia di quanti sono scesi in piazza si sono fatte sentire nelle principali città del Paese. A Milano e a Roma, a Torino e a Bologna.

Sarà perché una vera e propria protesta non era stata promossa ufficialmente – girava soltanto un volantino sulle chat – o perché molti hanno deciso di prendere il treno e di aggiungersi alla massa che ha sfilato per il capoluogo di regione, ma ancora una volta (come dall’inizio delle manifestazioni) a Ferrara non sono stati agitati cartelli e striscioni.

Qualcuno in realtà si è visto e nel pomeriggio una trentina di persone si è radunata sotto il Duomo, ma quasi passava inosservata rispetto al clamore e alle scene di quanto accaduto nei più grandi centri italiani. Ma soprattutto in confronto alla moltitudine di forze dell’ordine schierate intorno al Listone. Lì anche per garantire che un’eventuale raduno si svolgesse in sicurezza, a tutela di manifestanti stessi e cittadini. Affinché nessuno approfittasse della concentrazione e trasformasse una protesta contro il caro-vita, contro un sistema nel quale tanti giovani non vedono strumenti e opportunità per costruire il loro futuro in violenza, la più efferata. Questo era stato uno degli obiettivi emersi dal vertice in Prefettura di giovedì.
 

Nessun Nucleo Anti Maranza ieri pomeriggio in piazza Trento Trieste – quello a detta del sindaco Fabbri entrerà in funzione tra un mese – e nella Ferrara che dall’inizio delle proteste ancora non ha visto mezzo giovane manifestare si è radunato un notevole concentramento di forze dell’ordine.

Sotto la Torre della Vittoria quattro vetture dei Carabinieri e una della Guardia di Finanza. Di fronte al McDonald’s due macchine della Locale, davanti a Palazzo San Crispino (dall’Ibs Libraccio) cinque volanti della Polizia di Stato e la camionetta dell’Esercito. Più svariate pattuglie nelle vie limitrofe.

Scattano le 15, l’ora in cui un volantino girato nelle chat nei giorni precedenti convocava la manifestazione. In piazza Castello, Savonarola e Trento Trieste non ci sono che i mercatini dell’Autunno Ducale e qualche figurante in costume rinascimentale. In piazza della Cattedrale orde di turisti col naso all’insù impegnati in visite guidate. E se il Nam ancora non è attivo, ieri ci ha pensato il mercatino del libro a tenere i giovani “maranza” ferraresi lontani dalla Galleria Matteotti. A completare il quadro, il banchetto raccolta firme di Fratelli d’Italia a sostegno della residenzialità storica nell’assegnazione delle case popolari. Ci sono proprio tutti, ma non i manifestanti.
 

Fin quando un timido – nei numeri – gruppo di giovanissimi si riunisce accanto a uno dei Leoni davanti al Duomo. Venti, trenta persone: diversi minorenni. Alcuni cartelli: “Il potere della gente è più forte della gente al potere”; “ddl repressione” (al posto di sicurezza); “Caro governo, il diritto è alla vita non alla sopravvivenza”; “Meno spese militari, più aiuti alla scuola”. Una presenza che nel passeggio pomeridiano di un sabato ottobrino (col giaccone da iniziare a rispolverare) quasi passa inosservata. Ignorata nella corsa tra il mercatino degli utensili in legno e quello del miele. Qualche voce prova a emergere nel dibattito social, dove si è giocato molto di queste proteste. «Ferrara priva di senso d’appartenenza e volontà di manifestazione – scrive un’utente –. Era una manifestazione che toccava un po’ tutti ma quasi nessuno è sceso in piazza».

Il riflusso di insulti non tarda molto ad arrivare, anche da parte di chi vive le stesse problematiche. “Bizzarro popolo gli italiani”, dissero di noi. 

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