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Residenzialità storica, a Ferrara è scontro frontale per gli alloggi Erp

Andrea Mainardi
Residenzialità storica, a Ferrara è scontro frontale per gli alloggi Erp

Il vicesindaco Balboni (FdI): «Daremo battaglia. Già da oggi saremo in piazza». Bergamini (FnV): «Decisione vergognosa verso chi paga le tasse». I dem: «Ora venga sbloccata la graduatoria»

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Ferrara Sarà una lotta senza quartiere quella che Fratelli d’Italia ha intenzione di portare nelle aule consiliari e nelle piazze sul tema della residenzialità storica. Dopo una seduta durata quasi un giorno intero la Regione ha definitivamente eliminato questo criterio tra i vari requisiti per accedere alle graduatorie per le case popolari.

Fratelli d’Italia

Fino a pochi giorni fa nelle “trincee” del Consiglio regionale c’era anche Fausto Gianella: «Abbiamo fatto ostruzionismo in aula per 21 ore con tutti e undici i nostri rappresentanti non perché volevamo un’azione pubblicitaria ma perché abbiamo sentita questa situazione sulla nostra pelle visto un cambio di regole in momento così drammatico. Riteniamo che la Regione abbia preso una scelta sbagliata anche nel modo di porsi nei confronti dell’opposizione e del mondo della casa. Ci siamo trovati di fronte ad maggioranza che non ha ascoltato ragioni nonostante i nostri 100 emendamenti. C’erano possibilità di trovare compromessi giusti per quelle persone che hanno contribuito e lavorato nel luogo dove vivono. Non ritengo che una persona appena arrivata in un paese debba avere la priorità rispetto a chi qui ha contribuito e sudato. Politicamente ci allarma il silenzio del presidente De Pascale che in Regione sembra sempre più solo. Anzi, ormai lo si vede molto di rado».

Il deputato Mauro Malaguti si lascia andare ad una battuta: «Ridateci il vecchio Partito comunista. Prendevano scelte ideologiche ma con almeno un senso. Il Pd invece va contro il buonsenso».

Il vicepresidente di Acer Gianpaolo Zurma puntualizza: «Segnaliamo alla cittadinanza che ben prima votazione in Regione il Pd ferrarese aveva già presentato una mozione per la modifica del regolamento sull’accesso all’edilizia residenziale pubblica. Questo dimostra la poca serietà che il partito ha quando si parla di diritti sociali».

«Daremo battaglia su questo tema – spiega il vicesindaco Alessandro Balboni – con una raccolta firme capillare nei comuni della provincia e già domani (oggi; ndr) pomeriggio saremo in piazza Trento Trieste. Se leggiamo le dichiarazioni di importanti esponenti del Pd sulla votazione regionale gettano fumo negli occhi attaccando il governo Meloni nonostante il Piano casa da poco varato. Ad esempio lo stesso consigliere regionale Calvano non cita mai la residenzialità storica perché anche loro si vergognano di questa scelta impopolare che danneggia anche a chi è straniero ed è attivo da tanto tempo nel territorio. Leggo poi che l’assessore Paglia scarica sui comuni la responsabilità di eventuali correzioni come il far pesare il tempo della durata della richiesta invece che della residenza. Trovo questa proposta addirittura peggiorativa».

Completa il ragionamento il senatore Alberto Balboni: «Sono sconcertato perché la scelta della maggioranza regionale a guida Pd è mascherata da atto dovuto ma è una scelta politica. I dem si nascondono dietro la sentenza della Corte Costituzionale ma lei stessa la ritiene legittima nel momento in cui non è sproporzionata ad altri criteri come il bisogno abitativo. Con un po’di equilibrio si sarebbe potuto trovare un accordo. Il vecchio Pci non avrebbe mai fatta una cosa del genere anche solo per buonsenso. Questo immigrazionismo esasperato è contro il principio di giustizia “a ciascuno il suo” e la sinistra attuale è succube di un massimalismo estremo. Anche senza scomodare il Pci, il Pd di oggi non si avvicina nemmeno a quello di Veltroni o dei riformisti. Ribadiamo: priorità a chi ha lavorato, italiano o straniero che sia».

Futuro Nazionale

«Vergognosa la decisione della Regione Emilia-Romagna di cancellare il criterio della residenzialità storica dalle graduatorie per le case popolari. Eliminare questo principio significa non riconoscere gli italiani che vivono da anni sul territorio, lavorano, pagano le tasse e hanno contribuito alla crescita delle nostre città». Così il deputato ferrarese Davide Bergamini, responsabile regionale di Futuro Nazionale, secondo cui «la sinistra mette sullo stesso piano chi risiede da decenni e chi è arrivato da poco. Annuncia investimenti col Piano Casa, ma dentro si nasconde la fregatura per gli italiani. Il rischio è che vengano favoriti gli stranieri a discapito di famiglie italiane che aspettano da anni. Servono controlli rigorosi sui requisiti e sulle morosità, che non possono ricadere sui contribuenti. Chiediamo alla Regione dati trasparenti: a quanti stranieri andrebbe la casa con queste regole? Per Futuro Nazionale la residenzialità storica deve tornare a essere un criterio valorizzato. L’unica conquista della sinistra è il tentativo di avere un nuovo bacino di elettori stranieri a discapito degli italiani». 

Partito Democratico

Sbloccare la graduatoria delle case popolari e adeguare il regolamento comunale ai principi indicati dalla Corte costituzionale e dalla Regione. È la richiesta al centro della mozione presentata dal gruppo consiliare del Pd, accompagnata da ben tre question time.

La mozione, firmata da Anna Chiappini, Massimo Buriani, Matteo Proto, Davide Nanni, Sara Conforti, Enrico Segala ed Elia Cusinato chiede al sindaco e alla giunta di pubblicare la 36ª graduatoria provvisoria Erp e portare con urgenza nella commissione competente la proposta di modifica del regolamento. Secondo i consiglieri la posizione ideologica del Comune “si traduce solo in un’evidente inerzia amministrativa, volta a ritardare la revisione dei regolamenti e la pubblicazione di graduatorie che tengano contro dell’effettiva gravità del bisogno abitativo nell’accesso ad alloggi pubblici”. Il Pd ricorda che è ancora in vigore la 35ª graduatoria, pubblicata il 30 maggio 2025, che comprende le domande presentate entro il 31 agosto 2024. Quelle successive sono confluite nel nuovo aggiornamento, non ancora pubblicato. Un ritardo che, denunciano i firmatari, penalizza persone e famiglie in difficoltà. La mozione contesta inoltre il permanere sul sito comunale dell’avviso che rinvia i successivi adempimenti alle indicazioni della Regione: per il gruppo, dopo gli interventi regionali, quell’attesa non sarebbe più giustificata. I consiglieri chiedono quindi una presa di posizione formale sull’applicazione dei nuovi indirizzi, segnalando anche il rischio di ricorsi e possibili costi per il Comune.

Sul medesimo tema interviene anche Matteo Proto, che nel proprio question time domanda quando l’amministrazione intenda pubblicare il regolamento aggiornato alle pronunce della Consulta e alle indicazioni regionali. Il consigliere richiama anche l’esempio di Forlì, amministrata dal centrodestra, tra i Comuni che si sono già adeguati.

Davide Nanni concentra invece la sua interrogazione sulla disponibilità concreta di abitazioni: quanti alloggi sono già pronti per essere assegnati con la prossima graduatoria? Il consigliere sottolinea la mancanza di informazioni aggiornate sulle assegnazioni effettuate con quella attuale.

Massimo Buriani chiede infine se il Comune abbia simulato gli effetti del superamento della residenza storica a favore dell’anzianità di permanenza in graduatoria e quali cambiamenti ne deriverebbero nella composizione sociale e anagrafica delle persone in attesa.

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