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Arci Ferrara, riunito il Congresso provinciale: Mattia Antico eletto presidente

Arci Ferrara, riunito il Congresso provinciale: Mattia Antico eletto presidente

Succede a Francesca Audino. Nello scorso mandato il 34enne era vice e responsabile cultura dell’associazione

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Ferrara Sabato 24 ottobre il X Congresso provinciale di Arci Ferrara Aps, che rappresenta il momento in cui l’associazione, ogni quattro anni, rinnova i suoi organi dirigenti. Il Congresso è soprattutto il momento assembleare più importante: è l’occasione per i Circoli di incontrarsi, discutere e scegliere, attraverso i propri delegati e le proprie delegate, la direzione del percorso che attende il futuro di Arci. Il Congresso ha quindi eletto il nuovo Consiglio, 19 consigliere e consiglieri, che ha affidato la presidenza a Mattia Antico. Trentaquattro anni, era vicepresidente e responsabile cultura dell’associazione. Succede a Francesca Audino, che negli ultimi cinque anni ha guidato il comitato provinciale dell’Arci. Le delegate e i delegati dei circoli della provincia si sono riuniti all’ex Refettorio di San Paolo, subito dopo la chiusura di Strati della Cultura, per un Congresso intitolato «Fino a qui tutto bene».

«L’odio di Kassovitz finisce con una società che cade e che, per farsi coraggio, si ripete “fino a qui tutto bene” –, dice la presidente uscente –. La nostra sta cadendo davvero, sul piano economico, sociale, ambientale e democratico, ma il problema non è la caduta, è l’atterraggio. Le immagini e le parole del film tornano a parlarci con forza, mentre le proteste di giovani e giovanissimi attraversano tante piazze trovando come risposta la violenza da parte delle forze dell’ordine e la repressione del dissenso da parte del Governo, che sceglie di concentrarsi sulla vetrina rotta piuttosto che sulle cause di questa rabbia. Intanto alle associazioni si chiede di lasciare le sedi».

Nella relazione, Antico ha descritto l’Arci come il suo «rifugio politico», la casa che cercava da adolescente, quando scendeva in piazza senza un partito né un collettivo alle spalle. Vuole che la trovi anche chi la cerca oggi, e che l’associazione dica apertamente da che parte sta: «Negli anni la nostra Arci ha fatto politica attraverso la cultura, e lo sappiamo fare. Ma non basta più. Noi siamo un soggetto politico e stiamo da una parte ben precisa: odiamo i soprusi e i fascismi, in ogni loro forma, e non dobbiamo più nasconderlo per paura che ci tolgano lo spazio di un circolo. Perché lo stanno già facendo».

Sul metodo il nuovo presidente parte da un’idea: il Comitato non è la sua sede fisica, ma sono i circoli e le persone che li tengono aperti. «Se l’associazione è di tutte e di tutti, anche la responsabilità di quello che rappresentiamo deve essere diffusa».

Il Congresso ha richiamato una comunità più larga di quella dei circoli: ai lavori hanno preso parte i partiti della sinistra, la CGIL, Legacoop Estense, Coop Alleanza 3.0 e CIDAS. Per le istituzioni c’erano i consiglieri regionali Paolo Calvano e Marcella Zappaterra, il sindaco di Portomaggiore Dario Bernardi, il consigliere comunale Fabio Anselmo e l’Assessore di Argenta Sauro Borea. Gli interventi degli ospiti si sono ritrovati su due punti: il disagio dei più giovani non si affronta criminalizzandolo, e associazioni come l’Arci aiutano anche la politica a stare con i piedi per terra.

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