Ferrara, asfalto per il cricket ai Tre campi: pioggia di critiche bipartisan
Arrivano dagli autori della petizione, Futuro Nazionale e Cittadini del Mondo
Ferrara Il destino dei “Tre campi” di via Canapa e la necessità di un ritorno a com’erano prima mettono d’accordo perfino Cittadini del Mondo e Futuro Nazionale. A nessuna delle due sigle, infatti, piace il progetto del Comune di realizzare un campo da cricket in una porzione dell’area sportiva che sta generando molte polemiche, con tanto di petizione ed esposti annunciati.
Secondo l’assessore allo Sport Francesco Carità, la scelta sarebbe stata condivisa con i rappresentanti delle comunità che frequentano l’area e accompagnata da misure per garantire la continuità delle attività calcistiche, compresa la disponibilità di altri spazi grazie alla collaborazione con il Pontelagoscuro calcio.
Una ricostruzione che però viene contestata sia dai promotori della raccolta firme e dell’esposto sia da Cittadini del Mondo. In una nota diffusa dopo un incontro tra esponenti di diverse comunità immigrate residenti in città, l’associazione sostiene che la trasformazione di uno dei campi da calcio rischi di alimentare «tensioni e risentimenti» tra gruppi che fino a oggi hanno condiviso gli spazi senza particolari problemi. Secondo l’associazione, il percorso di consultazione sarebbe stato «troppo affrettato e superficiale», anche perché la riunione convocata dal Comune il 6 ottobre per illustrare il progetto sarebbe arrivata quando i lavori erano ormai quasi completati.
Per Cittadini del Mondo il problema è la scelta del luogo. Da qui l’appello all’amministrazione affinché individui un’altra collocazione, confermando la disponibilità a collaborare nella ricerca di una soluzione condivisa.
Argomenti che, con accenti diversi, ritornano anche nelle prese di posizione del comitato promotore dell’esposto e di Futuro Nazionale. Il referente del Comitato 972 dei vannacciani, Michele Droghetti, dopo un confronto con i promotori della mobilitazione, parla della necessità di fare chiarezza su una decisione che avrebbe penalizzato una realtà sportiva e sociale consolidata da decenni. Secondo il movimento, i “Tre campi” rappresentano un punto di aggregazione spontanea dove il calcio ha storicamente favorito l’incontro tra persone di età e provenienze diverse.
I promotori dell’esposto, tra cui Paolo Scaglianti, Majid Khalili e Werter Malisardi, contestano inoltre l’assenza di un reale confronto con i frequentatori abituali dell’area e sostengono che la riduzione degli spazi disponibili stia già creando difficoltà per le partite amatoriali che tradizionalmente animano il sito, in particolare nelle mattine festive. «Giustissimo che si trovi un posto per praticare il proprio sport per tutti i popoli del mondo – affermano – ma non c’era nessun bisogno di escludere noi ferraresi e non dal praticare lo sport del calcio su un campo che è patrimonio della città di Ferrara da oltre 70 anni».
Una posizione già illustrata nei giorni scorsi attraverso una raccolta firme e un appello rivolto al sindaco e al vicesindaco.
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