Ferrara, il laboratorio “segreto” dei vigili del fuoco: ecco i materiali per le emergenze
I sistemi di autoprotezione nella sede del comando dei pompieri sono sempre controllati
Ferrara Un vero e proprio laboratorio interno è presente all’interno del comando provinciale dei vigili del fuoco. Un luogo nascosto al pubblico e che non viene quasi mai citato, ma molto importante nell’ambito del soccorso tecnico urgente al fine di garantire una completa protezione agli stessi operatori e permettere a quanti si trovano in locali pieni di fumo di essere accompagnati all’esterno.
Nel laboratorio opera in maniera costante il caposquadra esperto Michele Cavedagna, un vero professionista nella gestione dei sistemi di autoprotezione, e vi collaborano altri vigili del fuoco a rotazione sui quattro turni di lavoro.
Il materiale contempla il controllo delle scadenze, le prove di tenuta, l’approvvigionamento, la pulizia e la distribuzione di autorespiratori a ciclo aperto. Tali dispositivi sono distribuiti nell’80 per cento sui mezzi in pronta partenza e nel 20 per cento sui cosiddetti “carri aria” o all’interno del magazzino di scorta. Un fattore molto importante che permette ai vigili del fuoco di filtrare l’aria in ambienti saturi di monossido di carbonio, di anidride carbonica o altri agenti inquinanti e poter operare in tutta sicurezza per prestare le operazioni di soccorso.
«Negli interventi con insidie e scenari imprevedibili è necessario utilizzare i sistemi di autoprotezione per salvaguardare i vigili del fuoco – dice Elvio Porcedda, comandante provinciale dei vigili del fuoco –. Il tipo di attività svolta all’interno del laboratorio rimarca tutte le procedure di sicurezza e dà indicazioni ai professionisti per poter agire in maniera trasversale in ogni tipo di intervento».
Per poter gestire con ciclicità i controlli e le scadenze del materiale, e garantire che questo sia sempre a disposizione del personale, sono in dotazione ai vigili del fuoco presenti nella sede di Ferrara e nei distaccamenti provinciali ben 120 autorespiratori, 200 erogatori, 210 bombole di aria e ben 450 maschere. L’avvicinamento a prodotti di combustione rappresenta una possibile insidia per il sistema respiratorio e proprio per questo il laboratorio provvede ad un controllo ciclico in merito al materiale in dotazione che viene comunque controllato ogni sei mesi, anche in caso di non utilizzo. Durante alcuni tipi di interventi il personale porta al seguito appositi cappucci di soccorso. Questi presidi vengono inseriti in cintura in caso sia segnalata la presenza di persone in ambienti pieni di fumo. Il cappuccio viene quindi fatto indossare all’utente coinvolto e collegato all’autoprotettore indossato dal vigile del fuoco che provvede ad accompagnare la persona coinvolta in luogo sicuro senza coinvolgere ulteriormente le vie respiratorie. Questi sistemi possono essere usati sia in luoghi confinati sia in quota. Una volta utilizzati, i dispositivi vengono sottoposti a diversi cicli di lavaggio, vengono igienizzati e sottoposti ad apposite prove di tenuta, anche mediante l’utilizzo di un apposito banco di prova dinamico, pronti per essere utilizzati nelle prossime emergenze.
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