La Casumaro-Mirabello è realtà: riaperto anche l’ultimo tratto
Dopo anni di strada sconnessa e problemi, Anas ha rinnovato tutto. Lungo lavoro di rifacimento costato 12 milioni che ridà dignità alla zona
Casumaro Un furgone cassonato rimasto accartocciato tra le buche, un asfalto gibboso che per anni ha scandito le giornate di centinaia di pendolari. È da questa immagine che si misura il cambio di passo sulla statale 468 «di Correggio», la strada che collega Casumaro e Mirabello e che ora è di nuovo aperta.
Il piano di riqualificazione di Anas, che gestisce l’arteria dall’8 aprile 2021 dopo la Provincia di Ferrara, vale 12 milioni di euro interamente finanziati ed è stato diviso in due stralci. Il primo, da 5 milioni, è partito con la chiusura del 4 novembre 2024, concordata nel Comitato operativo di viabilità riunito in Prefettura dal prefetto Massimo Marchesiello. Il 12 dicembre 2025, dopo un anno di cantiere, la strada è stata riaperta tra il chilometro 80 e il 84,456, all’ingresso di Mirabello. Il corpo stradale è stato risanato in profondità tra il chilometro 80 e il 83, mentre tra il 83 e il 84,456 è stato rifatto l’intero manto. Ricostruito completamente l’attraversamento sul canale Savenuzza, al chilometro 81,550, poi nuove barriere di sicurezza, segnaletica verticale e orizzontale e un nuovo sistema di drenaggio che convoglia le acque di piattaforma verso i fossi di guardia laterali. Sulla carta il primo stralcio doveva durare 270 giorni su un tratto lungo circa quattro chilometri: ne sono serviti oltre tredici mesi.
Il secondo stralcio, con altri 5 milioni di euro di investimento, ha riguardato il tratto fino all’inizio dell’abitato di Casumaro, al chilometro 77 per una durata complessiva stimata da Anas in 330 giorni. Dal 2 marzo 2026 la statale è rimasta chiusa tra il chilometro 77 e il 79. Una seconda fase, in calendario per circa tre mesi, riguardava il segmento tra il 79,400 e l’80, l’ultimo anello mancante. Nelle ultime settimane era stato creato anche un passaggio sullo sterrato che era quasi diventata una scorciatoia ma lasciava intendere l’ormai imminente riapertura che è avvenuta nei giorni scorsi. Il tutto - va detto - nonostante vi siano ancora i segnali di cantiere che quindi avvertono di lavori formalmente ancora da concludere. Per i tagli del nastro ci sarà comunque tempo. Ora è importante la fruibilità di una strada che appare tutt’altra cosa rispetto ai decenni passati.
Per chi si sposta tra Ferrarese e Modenese i mesi di chiusura sono stati lunghi. Durante il primo stralcio c’era chi da Casumaro si avventurava sotto l’argine del Cavo Napoleonico per sbucare a Bondeno e chi risaliva fino alle porte di Mirabello per rientrare in carreggiata verso Ferrara. Le indicazioni ufficiali di Anas portavano sulla provinciale 13 da Casumaro a Buonacompra, sulla 69 da Porotto a Bondeno e sulla 9 per tornare a Casumaro, con allungamenti non da poco per chi faceva la spola ogni giorno. Situazione forse peggiore anche per il secondo stralcio che di fatto aveva bloccato le alternative sott’argine. Adesso quei giri sono inutili: la statale è percorribile per intero e la principale arteria tra le due province è di nuovo aperta da un capo all’altro.
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