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Alberone, salvò una donna al bar: cittadinanza per Mukhtar Ahmed

Irene Landi
Alberone, salvò una donna al bar: cittadinanza per Mukhtar Ahmed

La testimonianza: «L’Italia è casa mia da più di 10 anni»

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Alberone È partito nel 2004 dal Pakistan, è arrivato in Grecia a piedi, dove ha vissuto per qualche anno prima di affrontare altri lunghissimi e faticosi viaggi che lo hanno portato in Svizzera e Serbia, per poi arrivare in Italia il 13 settembre del 2013 con un permesso di soggiorno per protezione. Così inizia la storia di Mukhtar Ahmed, classe 1991, che il 19 novembre acquisirà finalmente la cittadinanza italiana. La richiesta era partita già l’11 ottobre del 2024, una volta passati i necessari 10 anni di residenza in Italia. «Lavoro da 24 anni, ho fatto tanti sacrifici. Sono sempre stato solo, dovevo lavorare perché non avevo nessuno che mi coprisse le spalle», sono le sue prime parole.

In tempi recenti sia lui che il fratello Aftab si erano distinti e fatti conoscere nella comunità per la loro disponibilità anche nel momento del bisogno. Due occasioni di soccorso a persone in difficoltà e un portafogli perso restituito ai carabinieri: buone azioni che, secondo lui, lo hanno avvicinato all’acquisizione della cittadinanza. L’episodio più importante è quello dell’1 maggio 2025, quando salvarono una signora colpita da aneurisma. Era la mattina del 1º maggio quando Giuliana Marchi, conosciutissima parrucchiera di Corlo, è stata colpita da aneurisma mentre stava facendo colazione al bar pasticceria Panta Rei di Polesella. Mukhtar e Aftab hanno capito subito che la signora era in difficoltà e sono prontamente intervenuti. Un gesto altruista riconosciuto pochi mesi dopo nella sala consiliare di Berra con una cerimonia che ha visto la partecipazione di molti amici e colleghi dei due ragazzi, esempio di integrazione e altruismo.

Al momento Mukhtar vive ad Alberone con il fratello e la sorella da poco arrivata in Italia, entrambi lavoratori: lui per un’azienda agricola, lei come badante. Ai due la Prefettura ha negato una prima volta la richiesta di cittadinanza perché non residenti nel Paese da tempo sufficiente. Ottenere la cittadinanza italiana per coloro che fanno domanda per residenza, infatti, può essere molto difficile e comporta tempistiche burocratiche molto lunghe, ecco perché ora la cerimonia di acquisizione è un vero e proprio traguardo, anche personale. Mukhtar la definisce, a ragione, «una cosa grande». Il 34enne lavora da qualche anno come autista scolastico a Copparo: «Mi piace il mio lavoro, porto a scuola i bambini, ossia i poliziotti, gli insegnanti e le persone importanti del nostro futuro».

La prospettiva di essere finalmente cittadino italiano gli dà di certo un senso di concreta stabilità: «L’Italia è casa mia già da più di 10 anni, qui ho i miei amici, i miei fratelli, le persone che mi conoscono sono qui. Ora lo sarà anche ufficialmente», conclude prima di aggiungere: «Sono una brava persona. La cittadinanza è un mio diritto e me la merito. Sono molto contento». 

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