Ferrara, morte dopo gli interventi: medici davanti al giudice
Prosegue l’indagine parallela per l’ipotesi di depistaggio
Ferrara Ha una data il primo esame delle accuse formulate dalla Procura di Ferrara per la morte di due pazienti dell’ospedale Sant’Anna di Cona, decedute tra il 27 e il 28 luglio 2023 dopo interventi di chirurgia oculistica. L’udienza davanti al giudice dell’udienza preliminare è stata fissata per il 24 novembre.
Il procedimento riguarda quattro medici – assistiti dagli avvocati Marco Linguerri e Giuseppe Moretti – per i quali il pm Andrea Maggioni ha chiesto il rinvio a giudizio con l’ipotesi di cooperazione in omicidio colposo. Le vittime sono Mara Cremonini, 70 anni, residente a San Pietro in Casale, e Gabriella Cimatti, 81 anni, di Forlì, entrambe sottoposte a un intervento per melanoma oculare e decedute a distanza di poche ore. I familiari delle due donne, costituiti attraverso gli avvocati Jacopo Morrone e Michela Stama (per la signora Cimatti) e Massimiliano Jovino (per la signora Cremonini), hanno chiesto che l’Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara venga citata nel procedimento come responsabile civile.
Secondo la consulenza medico-legale disposta dalla Procura, i due decessi sarebbero stati causati dall’ingresso nel circolo sanguigno del perfluorottano (Pfo), sostanza utilizzata durante gli interventi di chirurgia oculare. Il passaggio del prodotto dallo stato liquido a quello gassoso avrebbe provocato una embolia polmonare risultata fatale. Anche se la consulenza non sembra affatto netta nell’individuare delle possibili responsabilità, per gli inquirenti le équipe chirurgiche non avrebbero adottato tutte le misure necessarie a impedire la fuoriuscita del Pfo e a contenere il rischio di ingresso della sostanza nel sistema venoso. Al chirurgo che guidava entrambe le équipe viene anche contestata la scelta di una tecnica ritenuta più rischiosa rispetto ad alternative disponibili. Diciotto posizioni sono invece state oggetto di richiesta di archiviazione.
Resta aperto anche il filone parallelo sull’ipotesi di depistaggio, che coinvolge nove persone tra dirigenti medici, figure aziendali e tecnici. L’indagine riguarda quanto avvenuto nelle ore successive ai due decessi e, in particolare, le attività svolte all’interno dell’ospedale prima che la Procura fosse informata dell’accaduto. Proprio nell’ambito di questo procedimento si sono svolti ieri degli interrogatori in Procura.
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