A caccia di contributi per rigenerare quattro frazioni ferraresi
Il Comune cerca partner per accedere al bando regionale. Coinvolte San Bartolomeo, Aguscello, Porotto e Pontelagoscuro
Ferrara Portare nelle frazioni servizi, occasioni di incontro, formazione e opportunità di lavoro, costruendo una rete contro solitudine e fragilità. È l’obiettivo di “Prossimità Generativa”, il progetto che il Comune di Ferrara intende candidare al bando dell’Emilia-Romagna per lo sviluppo di ecosistemi territoriali innovativi nell’economia sociale. Un’operazione dal valore preliminare di circa 830mila euro, da definire insieme ai partner e subordinata al finanziamento regionale.
L’idea è estendere fuori dal centro il modello dei “laboratori aperti” ovvero luoghi nei quali amministrazione, associazioni, imprese, ricerca e cittadini costruiscono insieme risposte ai bisogni locali. Questo, per cercare di compensare il divario nell’accesso ai servizi e alle opportunità causato dall’invecchiamento, dall’isolamento e dalla difficoltà di rendere continuative attività spesso affidate al volontariato. I destinatari prioritari saranno anziani soli, persone con disabilità o altre fragilità, famiglie con carichi di cura, giovani e neolaureati.
I luoghi
La rete avrà due poli di coordinamento cittadini: il Laboratorio Aperto nell’ex Teatro Verdi e il Family District di via Foro Boario 87. A questi saranno collegati quattro spazi comunali. A Pontelagoscuro il riferimento sarà il Centro civico di piazza Bruno Buozzi, riqualificato con fondi Pnrr e sede di servizi comunali e della Casa della Comunità. Per Porotto-Cassana è stato individuato l’edificio di via Ladino 24, che ospita già uffici e presidi di prossimità: il progetto integrerà anche le funzioni della biblioteca comunale e coinvolgerà le realtà associative, sportive e parrocchiali. Ad Aguscello si punta sull’edificio comunale al centro dell’abitato, già luogo di aggregazione per le associazioni: in una frazione con 256 famiglie e pochi servizi commerciali, la priorità sarà contrastare isolamento e solitudine. A San Bartolomeo in Bosco la sede sarà l’ex Bocciofila, anch’essa riqualificata grazie al Pnrr, lavorando con associazioni locali, parrocchia e Centro di Documentazione del Mondo Agricolo.
Le attività
Saranno scelte con le comunità. Tra le possibilità figurano accompagnamento, aiuto nell’accesso a spesa e farmaci, sostegno a chi assiste un familiare, facilitazione digitale, iniziative culturali e sportive e incontri tra generazioni. In ciascuna frazione i laboratori partecipativi dovranno produrre almeno una nuova iniziativa o un servizio. Per i giovani sono previsti accoglienza, orientamento, incontri con le imprese e borse di tirocinio con tutor. Inoltre, sarà avviato un percorso di alta specializzazione che formerà figure capaci di progettare e gestire servizi nel non profit ed una piattaforma digitale favorirà l’incontro tra persone, bisogni aziendali e opportunità.
I dettagli
Il bando regionale prevede un contributo fino al 50% della spesa ammissibile, elevabile al 60% con le premialità previste, entro un massimo di 500mila euro. Le imprese private esterne all’economia sociale dovranno garantire almeno il 25% del costo totale, in denaro oppure in beni e servizi valorizzati. Nell’ipotesi ordinaria al 50%, Comune e altri partner copriranno il restante 25%, anche mettendo a disposizione spazi pubblici. Servirà quindi costruire una candidatura solida, fatta di enti del Terzo settore a fare da capofila e cooperative, imprese sociali, aziende profit, enti di formazione, università e centri di ricerca a dare il proprio contributo. Le manifestazioni di interesse andranno inoltrate entro le 12 del 12 novembre per un progetto che riguarda il biennio 2027-2028 ma per il quale è già previsto con un piano che renda la rete sostenibile almeno fino al 2031.
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