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Ferrara, assalti serali dei lupi: l’Amministrazione crea una task force per formare le attività a rischio

Irene Landi
Ferrara, assalti serali dei lupi: l’Amministrazione crea una task force per formare le attività a rischio

Il vicesindaco Balboni e la strategia dopo l’attacco al maneggio di San Bartolomeo: «Vogliamo garantire una vicinanza concreta e un supporto pratico»

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Ferrara Anche il vicesindaco Alessandro Balboni si esprime riguardo la vicenda degli animali uccisi lunedì, presumibilmente dai lupi, al maneggio Bisi: «Abbiamo appreso con costernazione quanto accaduto al centro ippico di San Bartolomeo ed esprimiamo vicinanza all’azienda colpita».

L’intento dell’Amministrazione vuole essere quello di fornire sostegno concreto ai cittadini e alle realtà produttive: «Grazie all’attività di un gruppo operativo territoriale, le realtà agricole delle zone a rischio verranno contattate e formate, con incontri mirati e personalizzati, su come gestire al meglio questa nuova situazione. Questo in attesa che la Regione Emilia-Romagna definisca e stanzi incentivi mirati ad attività di prevenzione e assicurazione in relazione a questo nuovo fenomeno naturale, con cui è necessario convivere. Chiederemo alla Regione un incontro volto a momenti di approfondimento e collaborazione sul tema».

Già il proprietario del maneggio aveva espresso la necessità di un sostegno per poter rendere gli spazi del centro ippico più sicuri per gli animali, dopo che nella notte tra domenica 1 e lunedì 2 novembre l’attacco dei presunti lupi aveva provocato il decesso di un puledro, un’asina e sei caprette.

«Daremo a breve il via a un’azione di informazione a tappeto per le realtà del territorio attraverso la creazione di una task force dedicata: il gruppo sarà formato da esperti che contatteranno le imprese dei territori più esposti per fornire indicazioni precise e personalizzate sulla messa in sicurezza del bestiame e degli animali da compagnia. Vogliamo garantire una vicinanza concreta e un supporto pratico», annuncia il vicesindaco.

Sul sito web del Comune era già presente un vademecum che illustra le buone pratiche da adottare per rispondere al meglio alla sempre più frequente presenza di animali selvatici in prossimità dei centri abitati, in allegato allo stesso documento con cui il Comune chiede ai cittadini di segnalare tutti gli avvistamenti del lupo.

«Ricordiamo che il lupo può rappresentare un equilibratore dell’ecosistema, essendo l’unico predatore autoctono a cacciare anche le nutrie, per questo stiamo monitorando la sua diffusione, facendo rete con Wwf e Unife. Mappare la quantità e i percorsi degli esemplari sul territorio ci permetterà di sviluppare una convivenza controllata che tuteli il cittadino senza cancellare l’innegabile valore ecologico del lupo per la biodiversità del nostro ecosistema».

Il piano d’azione del Comune vede infatti la collaborazione del Wwf e di Wolf Group, associazione specializzata nello studio comportamentale del lupo, che sta mappando sul campo i percorsi prediletti dall’animale in sinergia con l’Università degli Studi di Ferrara, che seguirà le attività scientifiche di raccolta e analisi dei campioni biologici con esperti del settore.

«È evidente che queste sono attività necessarie a comprendere il fenomeno a livello locale, ma per essere efficaci le misure da adottare devono essere inquadrate in un sistema più ampio e organizzato di gestione delle dinamiche legate al ritorno di questi elementi naturali. Questa spinta, inevitabilmente, deve partire dall’ente Regione e interessare l’intero territorio», aggiunge il vicesindaco.

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