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Ferrara, la Madonna appare e lacrima ma la Chiesa frena: nessun miracolo

Margherita Goberti
Ferrara, la Madonna appare e lacrima ma la Chiesa frena: nessun miracolo

Al Corpus Domini un gruppo di fedeli si ritrova tutti i venerdì

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Ferrara Era il 25 marzo 1990 quando nella chiesa del Corpus Domini, in via Aeroporto, la Vergine si presentò come Beata Vergine Maria Madre di Dio, Madre della chiesa, Regina della pace, chiedendo preghiere, digiuno e penitenza per il mondo in pericolo. La sua apparizione, in particolare ad una persona, fu testimoniata da alcune fedeli che videro la sua statua viva, bellissima splendente di luce portare dal cielo un messaggio d’amore. Ancora oggi con la sua tenera, materna presenza e i suoi messaggi sembra onorare questo luogo, dove tutti i venerdì pomeriggio si ritrova il gruppo di pie donne per la recita del rosario e per ascoltare ancora la sua voce. Una costanza e una fedeltà encomiabile poiché l’evento, dopo il clamore che ebbe, venne pian piano ridimensionato fino a quando nel 2000 il vescovo Carlo Caffarra decretò che non dovesse avere più credito. Ma nonostante interventi drastici su alcuni aspetti legati alle apparizioni, il gruppo di preghiera è ancora attivo.

Questo il racconto di chi fece l’esperienza fin dall’inizio. «Apparve tutta vestita d’oro – ricorda chi la vide per la prima volta e ancora oggi riceve i suoi messaggi –, accompagnata da un volo di rondini e melodiche vibrazioni. Per molti anni le rondini annidate sotto il portico all’ingresso della chiesa entravano volando festosamente. La Vergine chiese di fondare in questa parrocchia un gruppo di preghiera, chiamandolo lei stessa Gruppo Maria Regina della Pace, e di pregare quotidianamente il santo rosario per mezzo del quale avremmo ottenuto tante grazie. Infatti, dopo ogni rosario ci ringrazia». Nel racconto di chi c’era e continua a partecipare agli incontri del venerdì ci sono non solo le sue apparizioni, ma anche quelle di Gesù che mandano messaggi nei quali si chiede il battesimo per i bambini mai nati e la consacrazione dei cuori delle famiglie e delle parrocchie al suo cuore immacolato.

«Nel 1993 – prosegue il racconto delle fedeli – la Vergine chiese che ogni mese fosse celebrata una messa per gli ammalati e di andare in chiesa come nei santuari, per chiedere grazie a Dio attraverso la sua intercessione. Fin dal 1994 chiese per questo luogo una fonte; il 18 febbraio 1995, alla vigilia dell’inaugurazione dell’altare Regina della pace, la Vergine apparendo chiese nuovamente la fonte denominandola lei stessa Fonte della Divina Misericordia del Padre. La sua voce quel giorno risuonò dolce e decisa, come un eco in tutta la chiesa, mostrando come doveva essere realizzata l’opera». Quello stesso giorno nel cortile della chiesa ci fu un segno: tre fiori bianchi piccoli e una pozza d’acqua estesa proprio nel punto da indicato dalla Madonna; questo fatto ebbe testimoni, asserirono che l’acqua rimase in superficie dal 18 febbraio al 7 agosto 1995, nonostante il tempo caldo e asciutto dell’estate. Il 7 agosto ebbero inizio in quel cortile i lavori per fare deviare l’acqua e impermeabilizzare il terreno. Il parroco di allora, insieme ad altri sacerdoti, chiese un segno e la Vergine, preannunciandolo, diede quello delle lacrime. La sua statua venne poi, secondo precisi ordini, innalzata e rinchiusa in una teca ma, sempre secondo le fedeli, continuerà comunque a piangere, spesso bagnando fino a terra. Le lacrime vennero esaminate da un chimico di Ferrara e risultarono costituite da componenti umane.

«Questi fenomeni – ricordano ancora le donne del gruppo di preghiera – sono stati testimoniati da più di 400 persone e molti hanno raccolto l’acqua; inoltre, sono proseguiti fino al 30 novembre 2008, mentre l’ultima testimonianza risale al maggio 2009». Da parte della Chiesa però si è ritenuto che non ci fossero state né rivelazioni né manifestazioni di alcun tipo, tuttavia il gruppo continua a pregare affidando a Maria tutte le necessità personali e dell’umanità. La devozione alla Vergine è condivisa da tutti i cristiani, eppure in questo caso la Chiesa non ha ritenuto di aver ragioni per poter dire che al Corpus Domini siano accaduti eventi straordinari. Il miracolo, dicono dalla Diocesi, porta un bene alle persone, mentre il prodigio riguarda le cose e la dimensione degli oggetti. Mentre al convento di Sant’Antonio in Polesine è stato riconosciuto il miracolo dell’acqua che scende dalla tomba della Beata Beatrice, lo stesso non è per le lacrime di Maria. 

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