Ro, distrutta la teca con la maglietta che custodiva i ricordi di Matteo
Il ragazzo è morto in un incidente nella notte tra il 5 e 6 luglio. Aveva solo 22 anni
Ro Matteo Fabbri era un ragazzo 22enne di Ro che nella notte tra il 5 e 6 luglio ha perso la vita in un incidente stradale. Per ricordarlo, gli amici hanno scritto pensieri e parole su una maglietta e la stessa è stata poi esposta ai bordi del campo sportivo Galuppi Ivano di Ro. Un dono prezioso, tanto che per preservarla è stata messa in una teca di plastica. Un ricordo forte, eppure qualcuno ha ben pensato di rompere tutto per poi abbandonare la maglia a pochi metri di distanza.
«Un gesto vile, vigliacco, inqualificabile», è il pensiero unanime espresso dai cittadini. Matteo ha lasciato la mamma Anna, libraia da Giunti alle Mura, il papà Marco dipendente Berco, e il fratello minore Alessandro. Per Matteo il calcio era la grande passione, presa da papà Marco, per anni ala destra della Roese fra Seconda e Prima categoria. Matteo ha giocato nelle giovanili fra Polesella, Copparo e Lendinara, poi non ha avuto continuità, giocando comunque in diverse prime squadre. Nel 2022 si tesserò a Guarda, mentre l’anno dopo era nella Giovane Italia Polesella promossa dalla Terza alla Seconda categoria, poi un anno di stop e nell’ultimo campionato l’inizio al Canalbianco in Terza categoria e poi il ritorno a Polesella, disputando però pochissime partite. La maglietta al campo di calcio, oltre che a rappresentare la sua grande passione, vuole essere un ricordo indelebile dell’amico scomparso. Questo vile gesto ha lasciato a tutti l’amaro in bocca.
«Fino alla vigilia di Halloween tutto era a posto – spiega l’assessora comunale Serena Occhi –. La scoperta è stata fatta successivamente. Teca rotta e maglietta a terra, che è stata recuperata dagli amici e l’hanno momentaneamente messa sulla recinzione del campo di calcio, in attesa di ricollocarla». L’assessora condanna duramente l’accaduto. «Ci sono luoghi che non sono solo pezzi di terra, ma custodi di storie. Quella bacheca, con quella maglia, era il modo in cui un gruppo di amici custodiva la memoria di un ragazzo andato via troppo presto, continuando a farlo giocare con loro ogni volta che un pallone rotola. Vandali? Ragazzate? No, qui si parla di totale assenza di rispetto ed empatia, speriamo si arrivi ai colpevoli».
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