Ristoratore di Ferrara truffato a Fiesso Umbertiano: consegnati 200mila euro falsi
Cercava un prestito per trasformare un immobile in hotel. La Guardia di Finanza di Occhiobello denuncia cinque persone, una donna arrestata
Occhiobello Voleva allargare il proprio ristorante, comprando l’immobile accanto per ricavarne un hotel. Ha invece consegnato 40mila euro in contanti e ricevuto in cambio un mucchio di carta straccia. Protagonista della vicenda, un imprenditore di 70 anni di Ferrara, titolare di un locale a Fiesso Umbertiano, vittima di una truffa che ha portato i finanzieri della Tenenza di Occhiobello a denunciare cinque persone e ad arrestarne una.
Tutto comincia con la ricerca di un finanziamento vantaggioso. Il ristoratore si rivolge a un conoscente di 43 anni che gli propone di metterlo in contatto con due broker di una società ungherese con sede a Brescia. L’offerta è di quelle difficili da rifiutare: 200mila euro in contanti, in un’unica soluzione, senza interessi, da restituire in rate mensili da 8mila euro. Una sola condizione: consegnare 40mila euro in banconote di piccolo taglio al momento dell’erogazione.
Incassati i 40mila euro, i due presunti intermediari, di 59 e 32 anni, avrebbero consegnato alla vittima 1.152 banconote da 200 euro, per un valore nominale di 230.400 euro, utilizzando un contabanconote portatile appositamente manomesso. Il denaro era però falso e su ogni banconota compariva la scritta “fac-simile”. I due, nel frattempo, si erano volatilizzati.
Scattata la querela per truffa, sono partite le indagini dei militari di Occhiobello, coordinate dalla Procura di Rovigo. I finanzieri hanno eseguito un decreto di perquisizione a carico dei due presunti broker e del 43enne, ritenuti, in prima ipotesi investigativa, gli autori in concorso della truffa aggravata. Il gip del Tribunale di Rovigo ha inoltre disposto il sequestro preventivo dei 40mila euro, corrispondenti al presunto profitto illecito.
Le perquisizioni hanno interessato due abitazioni a Rovigo e una a Castelguglielmo, con il supporto dei colleghi del Gruppo di Rovigo e di un’unità cinofila “cash dog”, specializzata nella ricerca di denaro, del Gruppo di Tessera. In una delle case rodigine sono stati trovati e sequestrati tre documenti d’identità falsi, tutti validi per l’espatrio. Per questo è scattato l’arresto in flagranza di una donna di 33 anni, moglie di uno dei due presunti broker, accusata di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi. Processata per direttissima su richiesta della Procura, è stata condannata dal Tribunale di Rovigo a un anno di reclusione.
Un ulteriore sviluppo è arrivato nei pressi dell’abitazione di Castelguglielmo, dove i finanzieri hanno rinvenuto una Tesla Model Y con targa svizzera, in uso alla compagna del 43enne, anche lei di 43 anni e di origine ungherese. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’auto sarebbe oggetto di appropriazione indebita ai danni di una società di vendita e noleggio di vetture di Occhiobello: la donna l’aveva acquisita con un contratto di locazione finanziaria, risolto per inadempimento a maggio 2026, ma non l’aveva mai restituita. La vettura è stata sequestrata e verrà riconsegnata alla legittima proprietaria.
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