Popolo Maga a Ferrara: «Trump ha aiutato il suo popolo»
Viaggio nelle teorie estremiste. Il Pd: «Gli attacchi di Fabbri una medaglia»
Ferrara Il giorno dopo la convention degli “Italiani con Trump” avvenuta in zona Fiera lascia forse più domande aperte che risposte. Può davvero un movimento ispirato al trumpismo più estremo ricavarsi uno spazio nella politica italiana? Quali sono le idee fondanti che le duemila persone riunitesi alla Palax Arena hanno voluto esprimere senza timori? Chi sono i “Maga” italiani?
I capisaldi
In primo luogo è bene chiarire quali sono i punti più controversi della narrazione Maga negli Stati Uniti. Innanzitutto le elezioni americane del 2020 che si conclusero con la vittoria di Joe Biden proprio su Donald Trump sarebbero state manipolate sottraendo la vittoria al tycoon che arrivò a negare i risultati di quelle stesse elezioni. Ciò portò ad inizio 2021 all’assalto di Capitol Hill ovvero l’assedio della sede del Congresso americano da parte degli estremisti Maga. Un altro tema fortissimo ribadito anche a Ferrara è quello legato all’ingerenza delle élite, dei poteri forti che cercano in maniera occulta di sabotare l’operato di Trump. Una narrazione che si intreccia con una corrente filotrumpiana, respinta tuttavia dai Maga italiani, riguardante l’esistenza di QAnon. Si tratterebbe di un’ulteriore rete segreta di potenti che gestirebbe anche un traffico di abusi su minori. Sull’immigrazione invece c’è unità di pensiero: i Maga sostengono che venga favorita per sostituire la popolazione bianca creando così un elettorato compiacente ai Democratici ed alla sinistra. Si rifiuta qualsiasi ingerenza dell’Onu sul clima, con il riscaldamento climatico che sarebbe in realtà un fenomeno inventato per imporre maggiori restrizioni economiche. Tornando in Italia si chiede poi il totale distacco dall’Unione Europea anche per quanto riguarda la politica monetaria ed un contrasto alla “schiavitù finanziaria” che sarebbe imposta dalle banche centrali. Da contrastare anche gli interessi delle cause farmaceutiche applicando la libertà vaccinale ed una cultura della salute che promuova la medicina olistica.
I commenti
Alla Palax Arena sono arrivati Repubblicani da tutta Italia, ma anche da Ferrara come Elenia Buzzoni: «Ho avuto un’impressione positiva. Bisogna tirare fuori il Paese dall’apocalisse nel quale si trova. Il Basso Ferrarese non fa eccezione: qui ci sono pochi soldi e poco lavoro. Negli Stati Uniti ho parenti ed amici che si trovano bene, Trump ha aiutato il popolo americano. Su di lui trovo che ci sia troppa strumentalizzazione, bisogna invece vedere oltre e portare avanti le sue idee. Ribadisco che i nostri politici continuano a lacerare il ventre molle del Paese mettendo la polvere sotto il tappeto senza fornire risposte, in particolare per un territorio in grande difficoltà come il Basso Ferrarese». Sul fronte opposto l’opposizione critica aspramente l’intervento di Alan Fabbri dal palco Maga: «A Fabbri – afferma il segretario regionale del Pd Luigi Tosiani – dico che questa Regione non si farà certo intimidire dall’idea che ci sia qualcuno che pensa di poter mettere in discussione valori come la democrazia e la partecipazione. I suoi attacchi sono una medaglia per il Pd».
Rincara la dose anche il consigliere regionale Paolo Calvano: «Ieri sera noi eravamo fra la gente a Pontegradella. Da una parte c’era chi celebra un modello che alza muri, taglia diritti e scarica i costi sulle famiglie. È qui che sta la differenza tra le due serate, e il nostro posto è da questa parte». «Sindaco Fabbri – afferma il consigliere comunale Leonardo Fiorentini – che cosa c’entra essere maschio e bianco con la democrazia? Lei celebra il pluralismo, ma chi la critica diventa “pensiero unico”. Attacca l’opposizione, poi si presenta come il garante del dialogo. La libertà di manifestare vale per tutti. Anche la libertà di criticare un sindaco e una convention di sovranisti all’amatriciana».
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