Truffa all'Ipercoop, scambiavano i cartellini per pagare meno la merce
Sorpresi in due e poi arrestati, avevano carrelli pieni di scarpe di pregio cammuffate con altri generi. Si teme ci possa essere un mercato nero di quel prodotto.
Ieri sera, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ferrara, sono intervenuti, su richiesta pervenuta alla Centrale Operativa del Comando Provinciale, presso il Centro Commerciale “Il Castello” di Ferrara, all'interno del supermercato “Ipercoop”.
La chiamata è giunta dopo che una dipendente aveva notato due soggetti, ciascuno con un carrello colmo di prodotti, sia alimentari che di vestiario, aggirarsi con fare sospetto tra le corsie del supermercato stesso. Ci si è accorti allora, che i due, lontani da occhi indiscreti, prelevavano delle etichette adesive da prodotti di basso valore commerciale, applicandole alle numerose scarpe di alta fattura e valore già poste nei propri carrelli e precedentemente private delle proprie etichette e delle relative confezioni. A turno poi, si sono recati alle casse, pagando una ventina di euro l’uno ed una trentina l’altro, comprendendo nel prezzo anche i generi alimentari acquistati.
Fermati e controllati immediatamente dopo, si è potuto appurare che il valore della merce posizionata nei carrelli si aggirava in realtà sui 750 euro circa. Presi in consegna dai militari, i due uomini, identificati in N.M. del 1969 e C.I. del 1973, entrambi rumeni, sono stati accompagnati in caserma. Qui, al termine delle attività di rito, i due tratti in arresto per furto aggravato in concorso, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, rimessi in libertà ai sensi dell’art. 121 delle disposizioni attuative del C.P.P. .
E’ all’attenzione degli inquirenti il dubbio che i due abbiano portato a termine questo “giochino” diverse volte. Al momento si è provveduto ad effettuare una perquisizione domiciliare senza tuttavia rinvenire altra merce ma le indagini proseguono al fine di accertare bene la loro posizione ed eventuali altre responsabilità. La merce infatti, era costituita per la quasi totalità da scarpe tipo “Nike” di considerevole valore e non è escluso che ci sia dietro un mercato nero di tali prodotti.
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