Gambe gonfie, come prendercene cura: i consigli del dottor Ciatti

Il primo consiglio è quello di muoversi il più possibile. Il movimento è fondamentale per tenere sotto controllo il sistema venoso e migliorare la circolazione. La nostra intervista


23 giugno 2022 Sabrina Chiellini


Con la consulenza del dottor Stefano Ciatti, flebologo a Siena e docente della Scuola Internazionale di Medicina Estetica di Roma. Gambe gonfie, rosse e pesanti, è un problema che affligge molte persone.  Un fastidio, ora che l’estate è alle porte, che preoccupa molte donne (ma di insufficienza venosa soffrono anche gli uomini) e non solo per un fattore estetico.  Abbiamo parlato di gambe gonfie e di salute delle vene con il dottor Stefano Ciatti flebologo, docente della scuola internazionale di medicina Estetica di Roma. Un esperto da anni si occupa della cura e della prevenzione delle malattie di vene e capillari.

Anche le gambe invecchiano, dobbiamo prendercene cura soprattutto d’estate, quando è caldo. Perché?

“Certamente, anche le gambe invecchiano, vene e capillari fragili e poco elastici diventano più sottili e hanno più facilità a rompersi. L’importante è che invecchino bene: ecco perché è bene fare tutta una serie di azioni preventive perché non si vada verso una patologia vera e propria, che è la varicosi. Quando le vene perdono elasticità e non funzionano a dovere, il sangue che dai piedi risale verso il cuore può refluire verso il basso e dare origine a un sovraccarico. Con il caldo, questo disturbo si accentua, poiché il calore richiama sangue nei capillari della cute e aumenta perciò il sovraccarico venoso, rallentando la circolazione sanguigna. Con il passare del tempo questa patologia tende a peggiorare con comparsa di dilatazioni venose e problemi di capillari”.

Quali sono i rimedi?

“Il primo consiglio è quello di muoversi il più possibile. Il movimento è fondamentale per tenere sotto controllo il sistema venoso e migliorare la circolazione. Ogni volta che i muscoli della gamba e dei piedi lavorano, come quando si cammina o si corre, il sistema di pompaggio muscolare si attiva. Muovere le gambe mantiene funzionanti le pompe muscolari, garantendo così una buona circolazione del sangue nelle gambe che così restano sane. Stare per molte ore in piedi o seduti impedisce il corretto afflusso di sangue verso il cuore.  E può portare all’inizio di diversi disturbi venosi. Camminare fa bene (anche 40 minuti al giorno) ma anche andare in bicicletta o fare yoga, oppure nuotare. L’importante è rinunciare a una vita troppo sedentaria. Stare a lungo fermi in piedi può aumentare il rischio di sviluppare le vene varicose”

Quali sono i consigli per prenderci cura del nostro apparato circolatorio?

“Oltre a mangiare cibi sani, pesce, carni magre, legumi e frutta, è importante bere molto durante la giornata (almeno un litro e mezzo di acqua al giorno) senza eccedere nell’uso del sale. Bere aiuta a ridurre la ritenzione idrica, favorendo sia l'eliminazione dei liquidi in eccesso e aiuta a non affaticare altri organi”.

Come comportarsi al mare e sulla spiaggia per difendere le nostre gambe?

“Durante il periodo estivo a chi va al mare consiglio sempre di camminare tra le onde con le gambe immerse almeno fino al ginocchio per fare una sorta di “idromassaggio” naturale. E’ bene evitare di prendere il sole nelle ore di maggiore caldo. Si può esporsi al sole fino alle 11 e tornare in spiaggia dalle 17 in poi. Il calore dà fastidio alle gambe, anche bagnarsi spesso può essere utile”.

Quali i trattamenti per la salute delle vene

Non credo troppo al “potere” delle creme.  Invece massaggi drenanti e linfodrenanti possono essere manovre utili per chi soffre di gambe e caviglie gonfie, andrebbero fatti almeno una volta alla settimana.  Bisogna però sempre rivolgersi a professionisti. Una pratica da evitare, che invece a volte ho visto fare, è quella di coprire le gambe con gli asciugamani quando si va a prendere il sole. Un accorgimento che non porta alcun beneficio, l’unica cosa importante è non esporre le gambe a fonti di calore eccessivo”.

I problemi di circolazione possono essere ereditari? Quanto incide la postura?

“Nell’insufficienza venosa può incidere la familiarità, anzi direi che è presente in tre casi su quattro. Tutto parte dal piede, ricordiamocelo. Chi soffre di problemi di postura, come di alluce valgo, scoliosi, può andare incontro a problemi di circolazione, può ridurre la potenza della spinta di sangue che parte dal piede. Una non fisiologica contrazione delle fasce muscolari del piede durante il passo crea ostacoli alla spinta propulsiva della circolazione venosa. Per cui possiamo avere formazione di edemi per stasi circolatorie, senso di pesantezza alle gambe e vene varicose. Ma si può arrivare a una vera e propria varicosi.

Come si possono prevenire le varici?

“Oltre a camminare e tenere sotto controllo l’alimentazione si possono utilizzare calze elastocompressive di prevenzione in caso di lavori eseguiti in piedi o seduti. Vanno bene i classici gambaletti come i collant che danno un sollievo nella micro-insufficienza venosa. È consigliabile fare comunque un’ecocolordoppler dei vasi venosi agli arti inferiori dopo i 30 anni se c’è una familiarità”.

I TRATTAMENTI

La scleroterapia: è una tecnica che comporta la chiusura di un tratto venoso sede di varice oppure di un gruppo di capillari (teleangectasie) mediante l'iniezione nei vasi stessi, in punti ben determinati, di una soluzione sclerosante che causa istantaneamente una reazione infiammatoria locale (flebite chimica); questa reazione provoca in seguito la trombizzazione ed il successivo riassorbimento del tratto varicoso oppure la cancellazione dei capillari.

Quando va eseguita la scleroterapia? I trattamenti sclerosanti per le varici ed i capillari delle gambe sono normalmente eseguiti lontano dal periodo estivo, in modo da evitare che l’azione dei raggi solari possa creare pigmentazioni cutanee e che la vasodilatazione dovuta al caldo non diminuisca l’effetto della terapia.

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