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La fermata Frecciarossa a Modena è confermata fino al 30 giugno: ecco cosa succederà

di Mattia Vernelli
La fermata Frecciarossa a Modena è confermata fino al 30 giugno: ecco cosa succederà

L’annuncio di Salvini: «Monitoreremo i dati del reale utilizzo del mezzo prima di prendere decisioni».

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MODENA. La fermata a Modena del Frecciarossa 9330 è confermata fino al 30 giugno del 2026. Lo ha specificato il Ministero delle Infrastruttura e dei Trasporti a margine della riunione con i vertici di Ferrovie dello Stato e Trenitalia Stefano Antonio Donnarumma e Gianpiero Strisciuglio. Questo periodo di tempo sarà necessario per valutare il reale utilizzo dell’infrastruttura.

L’annuncio

La comunicazione pone fine, almeno per il momento, alla polemica scoppiata nei giorni scorsi. Aveva destato una certa preoccupazione, infatti, l’annuncio di Trenitalia: dal 14 dicembre, la società aveva fatto sapere che il nuovo orario invernale della linea 9330 in partenza da Roma nel tardo pomeriggio e con fermate a Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza sarebbe stato “dirottato” sulla linea ad Alta Velocità che prevede la sola fermata di Reggio AV alla stazione Mediopadana.

Le reazioni

Le reazioni non si erano fatte attendere. Federconsumatori aveva parlato di «variazioni d’orario con pesanti ricadute sul territorio emiliano senza alcuna comunicazione o spiegazione», mentre il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale aveva chiesto la convocazione di un tavolo congiunto perché «decisioni di questo impatto non possono arrivare senza condivisione con le istituzioni territoriali».

Le novità dal Ministero

La riunione ha raggiunto gli effetti desiderati da de Pascale e associazioni, almeno per il momento. «Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini – si legge nella nota –, a seguito della riunione di ieri con gli Amministratori delegati, conferma che il Frecciarossa 9330 manterrà le fermate a Parma e Piacenza almeno fino al 30 giugno del 2026. Nei prossimi sei mesi FS e Trenitalia monitoreranno l’effettivo utilizzo delle due tratte e a giugno prossimo sarà nuovamente fatto il punto sulla situazione. Soddisfazione da parte del ministro Salvini che si è speso in prima persona per assicurare ai cittadini di Parma e Piacenza la prosecuzione del servizio». Il Mit ha successivamente precisato che «il mantenimento delle fermate serali del Frecciarossa prevede, naturalmente, anche le fermate di Modena e Reggio, considerato che la tratta è la medesima».

Futuro incerto

Cosa accadrà dopo giugno? I numeri, o meglio gli incassi, porteranno risposte. Come si legge tra le righe della nota ministeriale, questi sette mesi saranno di fatto un ulteriore “banco di prova” per capire il reale utilizzo della linea. Questo perché i Frecciarossa sono treni “a mercato”: non hanno sovvenzioni pubbliche come i treni regionali, contributi che servono a calmierare i prezzi e assicurare il servizio. Le Frecce si sostengono invece con la sola vendita di biglietti. Se, passato questo periodo, gli incassi non saranno all’altezza dell’investimento, non è da escludere che il tema ritorni al centro del dibattito.

La polemica politica

Non si placa, intanto, la polemica politica. Dopo la richiesta di Azione di «reintrodotte le fermate del Frecciarossa 9330 anche a Reggio e Modena», il deputato leghista Davide Bergamini ha risposto: «Richetti arriva fuori tempo massimo: il ministro Salvini ha già dato una risposta chiara alle istanze del territorio, intervenendo in prima persona per il mantenimento delle fermate del Frecciarossa. Qualcuno a sinistra insegue problemi già risolti», ha concluso.