La Nuova Ferrara

La storia

«Una promessa mai mantenuta, e il progetto sul cinema a Carpi chiude

Lara Lugli
«Una promessa mai mantenuta, e il progetto sul cinema a Carpi chiude

Il sogno interrotto di Alex Bernardi: «Ora una raccolta fondi per ripartire»

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CARPI. Una produzione cinematografica indipendente nata sul territorio, decine di professionisti coinvolti, un lungometraggio completato ma mai distribuito. Poi una promessa economica non mantenuta, una perdita di circa 50mila euro e la chiusura forzata della società. È questa la vicenda che riguarda Alex Bernardi, regista e produttore indipendente di Carpi, che oggi ha avviato una raccolta fondi pubblica per provare a rimettere in piedi il suo progetto.

Il percorso

Classe 1993, Bernardi racconta di essersi avvicinato alla fotografia e al video già durante gli anni delle superiori, costruendo il proprio percorso da autodidatta. Nel tempo ha scritto sceneggiature, pubblicato libri, realizzato diversi cortometraggi – tra cui Madam, 2522 e Low – e prodotto due lungometraggi. Il primo, Wunderkammer, è uscito regolarmente. Il secondo, A Gangster Movie, è invece rimasto bloccato nonostante sia stato, come spiega, quasi completamente ultimato. Il cuore dell’esperienza è stato Vision Movie Studios, una realtà produttiva nata con l’obiettivo di fare cinema ma anche di creare una rete formativa sul territorio. «Non volevo solo produrre i miei film – spiega – ma costruire una sorta di nave scuola per il cinema indipendente». Secondo quanto riferito, nel progetto sarebbero state coinvolte oltre cento persone tra tecnici, attori e collaboratori, con una troupe stabile e rapporti di collaborazione con scuole di cinema e recitazione tra Modena, Reggio Emilia, Bologna e Carpi.

La rottura

La rottura arriva durante la produzione dell’ultimo lungometraggio, quando Vision Movie Studios viene strutturata come azienda insieme ad altri produttori associati. «Tutto era stato fatto in modo rigoroso, con contratti firmati e depositati – racconta Bernardi – ma il produttore principale non ha mai versato i 50 mila euro che si era impegnato a investire». Una somma che, spiega, ha dovuto anticipare personalmente per non interrompere il lavoro, arrivando poi a vendere l’attrezzatura e a chiudere la società per l’impossibilità di sostenere costi e imposte. Nonostante le difficoltà, Bernardi sottolinea di aver saldato i compensi di chi aveva lavorato ai progetti. «Per me quello veniva prima di tutto». La vicenda, afferma, è supportata da documentazione contrattuale e legale, ma non ha portato a un recupero economico del danno. «Abbiamo provato per oltre un anno a risolvere la situazione, ma questa persona è sparita. Ho scoperto dopo che problemi simili si erano verificati anche in altri progetti».

Oggi

Oggi Bernardi lavora in un altro settore per mantenersi, ma non ha abbandonato il cinema. Dopo la chiusura di Vision Movie Studios ha avviato C12X Studios, al momento uno spazio creativo informale e una pagina social. Da qui nasce la raccolta fondi, con un obiettivo di 10 mila euro. «È la cifra minima reale per ripartire – spiega – ricomprare un’attrezzatura di base, riaprire una struttura produttiva e ricostruire una community creativa». Bernardi insiste soprattutto sul valore della rete costruita negli anni. «Si stava creando una collaborazione solida tra Carpi, Modena, Reggio e Bologna. Non era qualcosa di totalmente innovativo, ma era reale e funzionava. Qui manca un po’ questo tipo di tessuto, mentre verso Bologna è più presente». Tra le esperienze citate, anche il percorso di giovani attori e registi che avrebbero trovato le prime opportunità proprio grazie ai progetti prodotti. A Gangster Movie, il film rimasto in sospeso, è descritto come una storia ambientata tra gli Stati Uniti degli anni Ottanta e Novanta, con un lavoro accurato su location, costumi e ricerca storica. «Il film è praticamente completato – racconta – manca ancora parte della musica, ma senza risorse è difficile curarne l’uscita e la distribuzione in modo adeguato, soprattutto per rispetto verso chi ci ha lavorato». Il link per la raccolta fondi attivo online, dove è raccontata tutta la storia in modo trasparente, https://gofund.me/01da64b5f punta a dare visibilità a una vicenda che, secondo Bernardi, non riguarda solo un singolo progetto, ma un modo di fare cinema indipendente legato alla collaborazione e alla formazione. «Non so se qualcuno potrà aiutarci – conclude – ma dopo una truffa di queste dimensioni era l’unico modo per provare a ripartire».