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Vignola, stanze in affitto a 800 euro al mese: «Una speculazione inaccettabile»

di Manuel Marinelli
Vignola, stanze in affitto a 800 euro al mese: «Una speculazione inaccettabile»

Marzio Govoni (Sunia): «In un appartamento ricavate fino a 5 camere»

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VIGNOLA. Il mercato immobiliare si satura, la domanda è tanta, le case poche. E così sui siti di annunci online spuntano stanze in affitto a Vignola con canoni di 600, 700 e anche 800 euro al mese. Cifre “milanesi” verrebbe da dire, con cui fino a poco tempo fa ci si poteva permettere anche un trilocale a Vignola. E c’è chi parla di vera e propria «speculazione da parte di attori che drogano il mercato per incassare canoni di tre o quattro volte superiori», denuncia Marzio Govoni, segretario del Sunia-Cgil.

Il caso

C’è in particolare un caso, finito sotto la lente di ingrandimento del sindacato nelle scorse ore. Parliamo di un appartamento in cui «sono state ricavate cinque camere definite spaziose (10 metri quadrati) e messe in locazione su diversi siti con prezzi da 650 fino a 850 euro – prosegue Govoni – Un dato clamoroso, che si traduce in 3750 euro al mese per un appartamento. Le camere sono state ricavate eliminando la sala, a nostro avviso in origine erano due. Si parla di “ampia cucina”, sarà sì e no sette metri quadrati, otto al massimo. Morale: un appartamento di 90 metri quadri che a Vignola si affitta a 800 euro al massimo in questo caso arriva a rendere oltre il quadruplo». Un meccanismo che Cgil-Sunia aveva già scoperto e messo a nudo a Modena, dove intere palazzine vengono acquistate, ristrutturate in modo da ottenere quante più camere possibile all’interno degli appartamenti e messe sul mercato in modo da massimizzare la rendita.

La denuncia

Govoni incalza: «Questi speculatori incassano 3750 euro in modo illegale, in quanto vengono presentati come contratti transitori (massimo 18 mesi, ndr). L’affitto di questo tipo a Vignola, città ad alta tensione abitativa dal 2024, deve rientrare nei canoni concordati definiti da associazioni di inquilini e proprietari. Bene, applicando l’accordo il prezzo a camera scenderebbe a 300 euro, quindi 1500 euro complessivi per l’appartamento, che sottolineo non ha ascensore e balcone. C’è una bella differenza». Anche considerando che il prezzo sia comprensivo di spese «da 3750 euro possiamo scendere di 300 euro. Rimangono 3400 euro circa. Una speculazione che noi non possiamo che denunciare. Non contenti di questa condizione chiedono anche una cauzione di 3 mesi. Che sono 1950 euro nel caso della stanza da 650 euro. Anche questa fuori dalle regole».

La situazione vignolese

Una situazione che si viene a creare in un mercato, quello di Vignola, segnato da un’offerta di immobili sul mercato piuttosto scarsa. «Vignola ha pochi immobili disponibili, è un mercato ristretto. Ci sono soggetti che drogano il mercato, ma anche tanti altri onesti che affittano con prezzi sui 300 euro per una stanza. C’è poca vivacità sugli affitti, parliamo di numeri piccoli ma numeri piccoli non corrispondono a problemi piccoli. I dati infatti sono clamorosi: mettendo in fila i canoni per le stanze in affitto in tutta la provincia, Vignola si colloca in alto, molto in alto. Come Cgil-Sunia denunciamo questa situazione, così come abbiamo fatto a Modena. Auspichiamo che qualcosa si muova. Al momento non registriamo interventi incisivi da parte della politica per arginare il problema», chiude Marzio Govoni.