La Nuova Ferrara

La storia

Ivan, il soldato ucraino in cura a Modena: «Ho visto morire i miei compagni»

di Serena Arbizzi

	Ivan, nome di battaglia “Viking”
Ivan, nome di battaglia “Viking”

L’eroe col nome di battaglia “Viking”: «Ero un falegname, poi sono andato in guerra»

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CARPI. Ha riportato ferite combattendo al fronte per la sua Ucraina: non ha esitato un attimo ad arruolarsi. Il 24 febbraio di quattro anni fa, il primo giorno della guerra, Ivan, nome di battaglia “Viking” (il cognome non è divulgabile), si è presentato come volontario e una manciata di giorni dopo era già al fronte. Ha riportato ferite di guerra e si sta curando negli ospedali modenesi, dove i medici si stanno prendendo cura di lui.

La manifestazione

Ieri pomeriggio, 22 febbraio, durante la manifestazione nel quarto anniversario “dell’invasione su larga scala” dell’Ucraina, “Viking” era acclamato come un eroe dalla folla radunatasi a Reggio Emilia. Tuta mimetica militare con i colori dell’Ucraina, 51 anni, occhiali da sole e un braccio con una medicazione, Ivan lascia intravedere le ferite di guerra, per cui sta ricevendo cure tra gli ospedali di Modena e Baggiovara. Ed è circondato dall’affetto degli altri ucraini che hanno trovato rifugio a Reggio Emilia, i quali hanno ribadito ancora una volta l’orgoglio di sostenere la propria nazione.

Da falegname a soldato

«Facevo il falegname, prima della guerra, poi sono diventato un soldato: di solito, in Ucraina, ti fanno frequentare corsi quando vieni arruolato. Nel mio caso non c’era tempo: difendere la mia patria era troppo urgente», ricorda “Viking”, che al fronte è rimasto ferito a un polmone, ha perso quattro costole e ha una mano ferita.

Sul fronte a Cherson

«Il 24 febbraio, all’inizio della guerra, mi sono arruolato subito - continua Ivan -. Ho saltato, dunque, i mesi di preparazione necessari. Ricordo bene l’inizio della guerra: ho visto morire i miei compagni, soldati che erano nel mio stesso gruppo». Il 7 marzo 2022 “Viking” era già sul fronte a combattere. «Io ero a Cherson e Mykolaiv, due città in cui i combattimenti sono stati molto caldi - aggiunge -. Io sono originario di Kryvyi Rih, non ho esitato a scendere in campo».

Le cure a Modena

Il soldato ha iniziato a curarsi un paio di anni fa per le ferite riportate in guerra. «Per noi rappresenta un eroe: si è battuto per l’Ucraina rischiando la propria vita e portando con sé le ferite di questo sacrificio», dicono alcune ucraine avvolte nelle bandiere, che rimarcano il valore di chi si è speso in prima persona per combattere contro l’invasione russa in Ucraina. E, ancora oggi, due anni dopo aver lasciato il fronte, Ivan non abbandona però la divisa, che indossa con orgoglio anche in occasioni come quella di ieri. Centinaia di persone sono accorse in piazza della Vittoria, ieri pomeriggio, per dire stop ai crimini di guerra. Numerose le foto con gli orrori del conflitto che campeggiavano tra i partecipanti, così come numerose sono stati gli interventi perché si riporti la pace. Una pace indispensabile per l’equilibrio della stessa Europa.