La Nuova Ferrara

Locali in centro

Caffè Concerto, il bando per trovare il nuovo gestore si allontana


	Il Caffè Concerto è chiuso dalla scorsa estate
Il Caffè Concerto è chiuso dalla scorsa estate

Il Consiglio di Stato blocca lo sfratto dato dal Comune alla società concessionaria Rrem a causa del debito di quasi un milione tra affitti e utenze: il locale è chiuso dalla scorsa estate

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MODENA. Ancora tutto fermo al Caffè Concerto di piazza Grande, in centro a Modena.

La palla torna al Tar

Dopo lo “sfratto” dato al Comune alla società concessionaria Rrem a causa del debito di quasi un milione tra affitti e utenze, il Consiglio di Stato, al quale si è rivolta la società dopo il "no" del Tar, ha concesso la sospensiva nei confronti del provvedimento del Comune che le imponeva di lasciare i locali entro 30 giorni. Ora la palla torna al Tar, mentre la prima conseguenza è che si allungano i tempi per arrivare al nuovo bando di assegnazione del locale voluto dal Comune, con il locale chiuso da fine luglio.

L’attacco di Fratelli d’Italia

E ad attaccare è Fratelli d’Italia: «La decisione del Consiglio di Stato - così il capogruppo Luca Negrini - non fa altro che appesantire una situazione già estremamente critica. Ci troviamo di fronte a una vicenda che si trascina da anni e che oggi continua a produrre effetti negativi, sia dal punto di vista economico sia in termini di immagine per la città. Il dato politico - prosegue Negrini - è evidente: siamo dinanzi a una situazione che non si riesce a far rientrare e che continua a generare incertezza. Nel frattempo, Modena paga il prezzo di un immobile simbolo affacciato su piazza Grande. Un luogo che resta desolato, mentre si accumulano mancati introiti e si prolunga un grave danno per la collettività: una situazione inaccettabile». Per Elisa Rossini, vicecapogruppo Fdi, «la notizia della sentenza del Consiglio di Stato blocca la decadenza della concessione, con il risultato che il Comune non può procedere al bando per l’assegnazione del locale. Lo spazio in pieno sito Unesco resta privo di un progetto e di un futuro. Si allontana anche il recupero del credito del Comune nei confronti della società. Ora la sospensione della revoca della concessione, che era motivata con l’inadempimento del pagamento dei canoni, non è stata confermata dal Consiglio di Stato. Si mette evidentemente in dubbio l’esistenza dell’inadempimento e si profila all’orizzonte una responsabilità del Comune».