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Nasce a Savignano lo spumante Tavernello con l’alcol ridotto

Giovanni Medici
Nasce a Savignano lo spumante Tavernello con l’alcol ridotto

Il nuovo impianto Caviro da oltre 1,8 milioni per il lancio di Tavernellow. La presentazione a Vinitaly

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SAVIGNANO. Il Gruppo Caviro inaugura a Mulino di Savignano una nuova fase della propria innovazione enologica. L’azienda cooperativa romagnola ha realizzato infatti nel suo stabilimento di via Claudia un nuovo impianto di dealcolazione da oltre 1,8 milioni di euro, risultato di un progetto che ha coinvolto tutte le fasi, dalla progettazione ingegneristica all’installazione fino al collaudo.  Il tutto servirà a lanciare Tavernellow 3%, uno spumante parzialmente dealcolato pensato per intercettare i nuovi trend di consumo e offrire un modo più leggero e contemporaneo di vivere il vino.

Il nuovo stabilimento

Un prodotto che nasce da un importante investimento tecnologico e dalla volontà di rispondere a un mercato in evoluzione senza rinunciare alla qualità, alla filiera e alla tradizione vitivinicola italiana. L’impianto, realizzato in dodici mesi di lavoro su un’area di circa 200 metri quadrati, può raggiungere una capacità produttiva di 30.000 litri al giorno, con un potenziale annuo che supera i 9 milioni di bottiglie. Un vero traguardo per la cooperativa, che diventa così pioniera in Italia nella produzione e imbottigliamento di vini low alcol interamente prodotti sul territorio nazionale. Qui, spiega Caviro, viene utilizzato un processo controllato di evaporazione sottovuoto e distillazione a bassa temperatura, una tecnologia che consente di ridurre l’alcol preservando aromi, struttura e identità del vino. Con una gradazione del 3% volumetrico, Tavernellow, in due versioni, non è una bevanda aromatizzata, ma un vino vero e proprio alleggerito nella gradazione, nel rispetto della normativa vigente. Il debutto ufficiale di questo nuovo prodotto avverrà a Vinitaly, a metà aprile, per poi raggiungere i principali punti vendita della grande distribuzione.

Gli obiettivi

Come sottolinea Giampaolo Bassetti, direttore generale del Gruppo Caviro, l’obiettivo è «offrire un prodotto che intercetti i nuovi stili di consumo, mantenendo alta la qualità e il valore dell’esperienza del vino». Caviro ha acquisito Castelli Modenesi, cooperativa agricola savignanese nata nel 1968, all’inizio degli Anni Novanta. Oggi questa denominazione è uno dei marchi dell’azienda con sede a Forlì, dedicato esclusivamente al Lambrusco e al Pignoletto, e a Savignano inoltre vengono imbottigliati i vini frizzanti e spumanti della cooperativa. In via Claudia si trova anche una Caviroteca, ovvero uno dei tre negozi dedicati ai vini del Gruppo. Ricordiamo che Caviro, nata nel 1966 a Faenza, mette insieme 11.500 viticoltori e oltre 34.000 ettari di vigneti in 8 regioni italiane, con ricavi consolidati a quota 351 milioni di euro al 31 agosto 2025 ed esporta i suoi vini in circa 90 paesi. Tavernello, vino in brick, nasce invece nel 1983, e oggi si trova in vendita in molte versioni, comprese quelle Spritz, Bianco, Rosato, Bio e Gold: e presto Tavernellow.